giovedì 31 gennaio 2013

LA FESTA 5 UN SOVRANO FRA LE STELLE

Hagor al mattino seguente, era intento a far colazione nel salottino accanto alla sua camera. Il salottino non era molto grande, ma si poteva sentire che chi lo abitava aveva una forte personalità. L’arredamento era in quercia e costituiva in uno scrittoio, con delle cesellature floreali, sopra vi erano delle carte nautiche studiate all’infinito, le poltroncine abbinate allo scrittoio, una libreria carica di volumi, e in un angolo il tavolino della colazione, e attaccati alle pareti dei piccoli quadri, con paesaggi di mare, il più grande di loro però rappresentava l’intera famiglia reale al completo, ma in realtà non era così, perché mancava la sorellina più piccola di Hagor. Mirian da qualche mese, aveva avuto una bambina e l’aveva chiamata Maria Celeste. Mirian, quando aveva annunciato di aspettare un bambino, era stata una sorpresa per tutti, poiché erano quasi passati quindicianni dalla nascita di Hagor. Il giorno che la bambina era nata Mirian aveva chiamato i sei ragazzi, ad ogni uno di loro aveva affermato che dovevano amare e proteggere la piccola in uguale misura. Solo con Hagor pretese di più, infatti, gli dichiarò che lui era stato il primo a prenderla in braccio dopo di lei. Hagor aveva guardato la sorellina, incerto, non capendo bene cosa sua madre volesse da lui, alla fine forse lo comprese e sentendo il cuore riempirsi di tenerezza, baciò la manina della bimba, ma a quel punto fu costretto a cederla ai fratelli maggiori, da canto suo Mirian, quando Hagor aveva baciato la mano della sorellina s’era rilassata guardando Karnak che aveva annuito. Hagor fu strappato dai suoi pensieri dalla porta che si apriva, sulla soglia apparve Gorion che gli domandò di poter entrare, e Hagor gli fece cenno. Parlarono della festa della sera prima, ma alla fine Gorion si confidò su ciò che era accaduto tra lui e Lisa. Gorion gli confidò che stranamente sapeva esattamente come comportarsi; Hagor non volle ricordare all’amico il motivo per cui lo sapeva, si limitò a dirgli che l’importante che fosse felice. La porta tornò ad aprirsi, e questa volta apparve Sandor che allegramente li salutò. "Buongiorno signori, dormito bene?", i due amici annuirono. Sandor fece notare a Gorion che sua nonna si comportava come se loro fossero ancora dei bambini, mentre ormai non lo erano più, Gorion sospirò, affermando che aveva cercato in tutti i modi di far capire alla donna, che ormai non lo erano più, ma era stato tutto inutile, allora Sandor si rivolse a Hagor dicendogli: "Hagor perché non provi a parlargli tu? Sembra che di te abbia paura". "Non so di cosa dovrebbe aver paura, in ogni caso proverò a parlarle". Hagor invece sapeva bene il perché Virgia avesse paura di lui, ma in quel momento non voleva ripensare a ciò che era accaduto in passato. Gorion cambiò argomento; riportò la conversazione su Lisa. "Lo sapete che Lisa parte per Oberon?". "Sì lo sappiamo, vedrai che riuscirete a rimanere in contatto, e a vedervi", gli disse Hagor, vedendo Sandor che si agitava sulla sedia. "Tu dici, io lo spero tanto". "Sarà sicuramente così Gorion", gli disse Sandor, poi aggiunse: "Perché non vai alle scuderie a far sellare i cavalli?". "D’accordo, ma voi muovetevi a bere quel caffè". Disse Gorion alzandosi. Sandor guardò la tazza che aveva in mano e sospirò: si domandava perché Gorion e lui, non avessero ancora affrontato il delicato problema che li univa. Ogni qual volta che uno dei due si trovava ad affrontare un’emozione forte l’altro lo sentiva, esattamente com’era accaduto la notte precedente, quando Gorion si era allontanato dal gruppo con Lisa, quasi subito si era allontanato anche lui, per chiudersi in camera sua, per soddisfare il desiderio che era nato dall’emozione, che Gorion gli aveva trasmesso, a quel ricordo sospirò ancora e Hagor gli disse. "Non sarebbe ora che ne parlaste? Sandor, che cosa aspetti a mostrare a Gorion la scoperta che ha fatto il mese scorso?". "Hagor, ma come reagirà quando gli dirò che siamo fratelli gemelli?". "Non lo so come reagirà, so solo che ne dovete parlare al più prestò, per il bene d’entrambi. Adesso però raggiungiamolo", concluse Hagor, Sandor annuì e lo seguì.

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