martedì 15 gennaio 2013
LA FESTA 2° UN SOVRANO FRA LE STELLE
Hagor e Angelica, raggiunsero i loro amici, scambiarono qualche battuta poi Hagor chiese maliziosamente alla sorella.
"Angelica, hai una lista delle tue amiche da sottopormi, o nessuna di loro vuole ballare con il festeggiato?".
Angelica lo guardò di traverso prima di rispondergli:
"Veramente lo vorrebbero tutte, ma io ne perorerò una sola". Disse.
"Soltanto una? Angelica, cosa ha di speciale dalle altre?". Domandò Fransuas.
"Sono rimasta così sorpresa quando me lo ha chiesto da rimanere senza parole".
"Tu senza parole! Questa è veramente bella". Disse Sandor ridendo.
"Non prendermi in giro Sandor, per punizione mi farai ballare tutta la sera". Gli disse Angelica imbronciata.
"Sì mia principessa", replicò ridendo Sandor.
"Scusate se m’intrometto, ma, vorrei sapere chi ti ha lasciato senza parole". Domandò Hagor alla sorella.
"Hai ragione non te lo detto, è stata Astra, mi ha detto: “Angelica cara, potresti chiedere a tuo fratello se mi riserva un ballo, sempre che sia interessato”. T’interessa?".
"Sì, ma sei sicura?".
"Sicurissima e…".
Ma Hagor ormai non l’ascoltava più: era completamente concentrato sul gruppo delle ragazze che aveva notato prima, e non poteva credere che la ragazza, che gli faceva battere il cuore volesse ballare con lui. Il gruppo di ragazze s’agitò quando lo videro avanzare verso di loro, l’unica che rimase apparentemente calma fu Astra, che alzò gli occhi su Hagor solo quando lui le chiese di ballare, non rispose annuì sempli- cemente. Nessuno dei due parlò, poiché entrambi emozionati, si stavano perdendo una nello sguardo dell’altro, per Hagor fu come tuffarsi nel manto stellato della notte, e per Astra fu come inabissarsi là dove gli oceani erano più profondi, fu lei trovare il coraggio di chiedergli.
"Perché io? Tua sorella forse?".
"No, io…", Hagor non finì la frase dall’emozione.
"Ti prego, assicurami che non è un sogno". Gli sussurrò lei.
"No, non lo è", mormorò il giovane, poi infondendosi coraggio, le chiese: "Astra sono mesi che cerco di parlarti, non ti sei forse accorta di me e dei miei sforzi per avvicinarmi a te?".
"Sì, mi sono accorta di te, ma non potevo parlarti, in quei momenti".
"Dimmi, cosa è cambiato questa sera?>>. Le domandò lui.
"Non posso dirtelo, però sono felice di essere qui con te", poi arrossendo le chiese: "Hagor, hai la ragazza del cuore?".
Hagor rimase perplesso per un momento, forse lei non aveva capito ciò che lui aveva detto, così le ripeté.
"Sì, ma solo questa sera ho potuto parlarle".
Astra sorrise, e gli si strinse vicino, per Hagor fu sconvolgente, sentiva crescere dentro di lui uno strano languore che gli partiva dallo stomaco e gli arrivava all’inguine, abbassò lo sguardo e incrociò quello della ragazza. Gli occhi di Astra sembravano un paio stelle, i suoi capelli neri erano tenuti da delle forcine, che assomigliavano a delle stelle su un manto nero, la sua bocca era lievemente socchiusa, quasi per invitarlo a baciarla. A Hagor, occorse un enorme sforzo di volontà per non farlo. Ballando si avvicinarono verso la porta finestra che dava sul giardino, e uscirono sul terrazzino. Il profumo delle orchidee e delle rose riempiva l’aria, Astra respirò profondamente, si sentiva in paradiso, ma sapeva che quella sensazione le sarebbe dovuta durare per sempre, così sussurrò.
"Questa sera per me è un gran dono".
Hagor la guardò senza capire, lei fece per rientrare, ma lui la trattenne e le chiese:
"Sono stanco di stare in mezzo alla folla e alla confusione, potremmo andare in giardino, fare una passeggiata, e poi fermarci al gazebo se ti va?".
Hagor trattenne il respiro aspettando la sua risposta. Astra era un po’ incerta guardò la sala, ma la tentazione di comportarsi come una ragazza qualsiasi era molto forte, e alla fine ebbe il sopravvento su di lei.
"Perché no", gli rispose mettendogli il braccio sotto il suo.
Hagor e Astra, passeggiavano e chiacchieravano dirigendosi verso il gazebo; Hagor fu sorpreso di non trovarci ancora nessuno, ma sapeva che presto i suoi fratelli e gli amici sarebbero arrivati. Astra rimase sorpresa di trovare il tavolo semi apparecchiato e ne chiese il motivo, Hagor le spiegò che ogni sera lui, i suoi fratelli e amici si ritrovavano in quel luogo per finire la serata, e naturalmente quella sera non faceva eccezione. Astra sì guardò attorno, un po’ agitata, pensando che fosse il caso d’andarsene, Hagor intuì il suo pensiero e le sussurrò prendendole le mani.
"Ti prego non andartene?".
"Sì, resto", sussurrò Astra alzando gli occhi su di lui e sorridendogli.
Hagor si sentì scombussolare e raccogliendo tutto il suo coraggio le domandò.
"Posso baciarti?".
Astra annuì semplicemente, Hagor le posò le labbra sulle sue delicatamente, come una farfalla che si posa su un fiore; era così dolce quel bacio da farle dimenticare le sue paure. Erano così presi l’uno dall’altra che non sentirono all’arrivo degli altri finché Sandor non parlò, Hagor si alzò sorridendo. Astra abbassò lo sguardo arrossendo, convinta che qualcuno avrebbe fatto commenti, ma nessuno ebbe da ridire sulla sua presenza, anzi l’accolsero con gioia, e lei si rilassò, tanto che quando Hagor tornò a sedersi accanto a lei gli si strinse contro, nonostante che fosse scombussolato dall’atteggiamento d’Astra, Hagor si accorse che tra Sandor e Angelica vi era un atteggiamento molto diverso dal solito, ma non disse nulla perché Axsterio domandò a lui a Sandor e a Gorion che intenzioni avevano ora che avevano finito gli studi classici: Hagor gli rispose che aveva intenzione d’inscriversi all’accademia marittima spaziale; quando sentirono che Hagor aveva quell’intenzione Sandor e Gorion manifestarono le stesse idee, entusiastici e felici perché avrebbero continuato a studiare insieme al loro amico, Sandor, però aggiunse sospirando che per raggiungere il grado di comandante in entrambe le categorie ci sarebbero voluti almeno quattro anni, Hagor però gli dichiarò che se loro avevano l’intenzione di metterci quattro anni erano liberi di farlo, ma che lui non né aveva nessun’intenzione; anzi lui intendeva fare il corso breve, che entro due anni lo avrebbe portato al comando di una nave, perché quello era il suo vero obiettivo. Per n attimo Sandor e Gorion pensarono che li stesse prendendo in giro, ma quando Hagor fece capire loro che non scherzava affatto, presero la decisione di fare anche loro il corso breve; Hagor però non aveva ancora finito con le sorprese, sostenne che l’idea di fare il corso breve gli era venuta, poiché ormai il mare non aveva più segreti per lui, giacché era ormai due anni che prendeva lezioni da uno dei migliori maestri dell’accademia. Sandor e Gorion rimasero per alcuni attimi sbalorditi. Poi gli dichiararono che al prossimo incontro con il maestro ci sarebbero stati anche loro, Hagor sogghignando disse loro.
"Siete sicuri di volerlo?; vi avverto che Neb è un maestro molto severo".
"Si, sicurissimi", gli risposero all’unisono.
"Allora domani avvertirò Neb che avrà altri due nuovi allievi".
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