giovedì 10 gennaio 2013
UN SOVRANO FRA LE STELLE (LA FESTA 1°)
Hagor Saud Flyd, terzo genito dei principi Wiliam e Mirian Flyd, si fermò in cima allo scalone; da quella posizione poteva dominare il gran salone delle feste del palazzo reale. Osservava la gente che lo affollava, alcune persone ballavano e altre discutevano incuranti della musica. La festa era in suo onore, per festeggiare il proprio quindicesimo compleanno. Francamente a lui non piaceva quel tipo di festeggiamento, avrebbe preferito una semplice cena con i suoi famigliari e amici più intimi, ma la madre non era dello stesso avviso, e quindi aveva organizzato una festa danzante. Sospirò rassegnato, fece scorrere lo sguardo sulla gente e in un angolo vide i suoi fratelli e gli amici, che lo salutarono. Ricambiò il saluto, ma mentre si accingeva a raggiungerli, fu attratto da un gruppo di ragazze, da una in particolare, gli procurava uno strano turbamento, che non si spiegava: il cuore sembrò volergli uscire dal petto. Dopo d’aver respirato profondamente, prese la decisione d’avvicinarla, e nulla glielo avrebbe impedito. Cominciò a scendere lo scalone, ma fu raggiunto dalla sorella, la quale dopo avergli porto gli auguri e rimproverato per essere arrivato in ritardo lo trascinò dai loro amici. La sorella di Hagor era più grande di lui appena un anno, e fra i due c’era un legame molto forte. Angelica, questo era il suo nome, era una bella ragazza; aveva gli occhi azzurri, i capelli biondi, le labbra ben disegnate, un naso piccolo e grazioso, e un poco impertinente, molti affermavano che assomigliasse alla madre. Arrivato in cima allo scalone, Hagor fu notato anche da suo nonno, re Karnak. Re Karnak era un uomo alto e dal corpo atletico, dai capelli brizzolati, dagli occhi marron scuro e dalla forte personalità. In quel momento stava chiacchierando amichevolmente con il suo vecchio amico, re Giorg, ma quando vide il nipote esclamò:
"To’ guarda; il festeggiato si è degnato di comparire!".
"Non essere sarcastico con il ragazzo, se ricordo male anche tu non ami questo genere di feste". Lo biasimò Giorg.
"Vero, Giorg". Sorrise Karnak.
"Lo sai, tuo nipote mi ricorda tanto una persona, ma chi?".
"Bah! Non so che dirti in proposito, so solo che ormai anche lui sta diventando un uomo".
"Già: se solo ricordassi a chi assomiglia". Sospirò Giorg.
Karnak però non ascoltava più l’amico, si stava domandando che razza d’uomo stesse diventando suo nipote. Certo era un bel ragazzo, ed era anche più alto di chiunque della sua età, e questo lo faceva sembrare anche più adulto, ma aveva pur sempre quindicianni. L’osservò in mezzo ai suoi fratelli e amici, di certo un gruppo folto ma Karnak sapeva che in realtà per il nipote soltanto tre persone erano veramente importanti, e come non poteva essere così?; i tre vivevano nel palazzo. Lui stesso li amava come tre nipoti; i ragazzi erano: il principe Sandor Mek Close, della costellazione del Drago Maggiore; il duca Fransuas De Rual e il conte Gorion Bolivar. Per Karnak, Gorion era un vero mistero: il ragazzo era la copia esatta di Sandor; capelli castani scuri, occhi verdi chiari, naso leggermente appuntito e le labbra leggermente carnose; Karnak non si piegava la loro somiglianza, poiché non erano nemmeno gemelli, per quello che ne sapeva lui per lo meno. Fransuas era il cugino di Sandor, e aveva i capelli neri, occhi corvini, e il naso un po’ aquilino. Karnak posò poi lo sguardo su Axsterio il fratello maggiore di Hagor e Angelica. Il quale gli ricordava molto sua moglie Elisabhet, infatti, il ragazzo aveva i capelli castani scuri, gli occhi verdi color smeraldo, naso in su, come quello del fratello, la mascella era leggermente squadrata.
Ora Hagor era circondato dagli altri e stava ridendo, e Karnak comprese che il capo del gruppo era Hagor, si chiese se la loro amicizia sarebbe durata per sempre, ma sapeva che soltanto il tempo avrebbe dato una risposta alla sua domanda, come a tutti gli altri quesiti che si faceva sui sei ragazzi.
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