Astra riprese i sensi, e si guardò attorno confusa, e si domandò cosa ci facesse sdraiata sul divano, cercò di ricordare, era in piedi davanti alla scrivania e stava fissando il quadro, poi c’era stato un lampo, il ragazzo che stava fissando l’era apparso, si era sentita sfiorare, e poi più niente. Ancora un po’ confusa si accorse che nella stanza la luce era aumentata, e un dolce tepore aveva invaso la stanza. Guardò verso il caminetto, vide le fiamme danzare, e per la prima volta, comprese che non era sola, per un istante pensò che il ragazzo fosse diventato reale, scosse il capo dandosi della sciocca, tornò a guardare lo sconosciuto, ma proprio in quell’istante comprese a chi assomigliavano i due del ritratto, sentì il cuore batterle forte, sussurrò il nome del ragazzo che amava.
"Hagor?".
Hagor si girò verso di lei e sorridendo le disse.
"Finalmente ti sei ripresa, lo sai che mi hai fatto prendere un bello spavento?".
"Ah io ti ho spaventato! E allora tu che mi hai fatto prendere un colpo".
Astra mentre parlava aveva assunto un’espressione un po’ offesa. Hagor pensò che forse avesse ragione lei, dopotutto. Si avvicinò e inginocchiandosi, le disse mestamente.
"Mi dispiace duchessina Astra, d’averla spaventata, mi può perdonare?". Hagor le chiese perdono anche congiungendo anche le mani.
Astra lo guardò e non poteva credere d’aver ai propri piedi il suo principe, pensò che molte ragazze avrebbero voluto essere al suo posto, si diede della sciocca, incrociò lo sguardo di Hagor e vi lesse una punta di divertimento, sorrise prendendogli il viso fra le mani, e gli disse.
"Sei na canaglia, ma ti perdono lo stesso". Si piegò verso di lui e lo baciò.
Hagor non si aspettava d’essere baciato e per un istante non seppe che fare, poi lentamente le circondò la vita con le braccia, e la fece scivolare dal divano, poco dopo lui sopra di lei. Il bacio era così intenso che nessuno dei due sembrava voler prendere fiato: Hagor mise la mano sotto la camicetta di Astra, le sue dita accarezzavano la sua pelle morbida e vellutata, ma a quel punto si accorse che stava esagerando, e arrossendo le domandò scusa. Astra per qualche secondo non capì il motivo delle sue scuse, quando le comprese le sembrò che il cuore fosse impazzito dalla gioia. Si strinse a lui e lo baciò, e gli sussurrò.
"Hagor amami".
Hagor la guardò sorpreso; chiuse le palpebre, un istante, poi le chiese timidamente:
"Astra, stai dicendo che…?".
"Sì, voglio amarti ed essere amata da te, ma ti chiedo solo una cosa: non farmi alcuna domanda, amami e basta, giuralo", dopo qualche istante Hagor annuì, ma lei gli disse, "Giuralo solennemente".
"Giuro solennemente che non ti chiederò nulla, qualunque cosa accada".
Astra sorrise e lo abbracciò; entrambi cercarono le labbra dell’altro, e poco dopo Hagor era sdraiato sopra di lei, ed entrambi diventarono sempre più audaci. Astra non avrebbe mai immaginato di desiderare d’essere accarezzata in quel modo, dopo a quanto l’era capitato. Hagor la sfiorava con delicatezza e ogni volta che lei s’irrigidiva, si fermava finché non la sentiva rilassare di nuovo. Hagor all’inizio pensava d’essere impacciato, e invece con sua gran sorpresa si accorse d’essere disinvolto, gli sembrava d’aver sempre fatto l’amore, eppure era la prima volta che stava con una ragazza, non comprendeva il perché di quella sensazione, ma allo stesso tempo n’era felice. In quel modo non avrebbe deluso Astra; quello che, però lo sorprese di più fu nel momento in cui i loro corpi si unirono, Hagor si aspettava una certa resistenza, certo era vero che era la sua prima esperienza, ma sapeva cosa accadeva quando un ragazzo entrava nel corpo di una ragazza, Hagor aveva dato per scontato che anche per Astra fosse la prima volta; avrebbe voluto chiederle con chi era stata, ma ricordò il suo giuramento. Astra probabilmente, era stata corteggiata da qualcuno che non gli importava poi molto dei sentimenti della ragazza, quasi certamente, le aveva fatto credere d’essere innamorato di lei, portandola a concedersi, poi ottenuto quello che voleva, le dichiarò la verità, e per questo Astra non si era più lasciata avvicinare da nessuno, fino la sera del suo compleanno. Certo quella notte si era lasciata andare, ma poi, per la paura d’essere nuovamente delusa, aveva cercato di tenerlo lontano da lei, e soltanto per puro caso ora erano insieme, e poi pensò che lei avrebbe potuto pensare che alla fine anche lui, ottenuto quello che voleva se ne sarebbe andato, no, lui non lo avrebbe mai fatto, lui lo amava, e chinandosi su di lei per baciarla, le sussurrò sulle labbra.
"Astra ti amo, resterò sempre con te".
Astra si limitò a rispondere al suo bacio, poi Hagor non ebbe più il tempo di pensare, perché in quel momento il proprio corpo era mosso dal desiderio, anche Astra era ormai preda della passione. In quel momento Hagor e Astra, si sentirono trascinati da un vortice di sensi impazziti; le mani di Astra iniziarono a scorrere sempre più velocemente sulla schiena di Hagor, poi un grido soffocato d’entrambi, con ultimo sussulto dei loro corpi il vortice dei sensi fini. Indugiarono abbracciati per qualche istante poi Hagor, si spostò, liberandola dal suo peso, lei si rannicchiò contro di lui; restarono così finché lei non rabbrividì, Hagor si alzò aggiunse della legna al fuoco, andò a prendere la coperta e vi si avvolse insieme con lei. Rimasero abbracciati in silenzio per qualche momento, entrambi immersi nei propri pensieri. Astra non osava parlare per paura che lui le rimproverasse di non essere stato il primo, Hagor invece pensava a tutt’altro, si domandava com’era possibile che fosse certo su cosa fare nei momenti in cui aveva sentito Astra irrigidirsi. Com’era riuscito a tranquillizzarla, poco prima che la passione li travolgesse, davanti agli occhi di Hagor, erano apparsi i volti d’altre ragazze, era uno di quei deja vu, che avvolte lo sorprendeva, in altre circostanze lo avrebbe lasciato confuso e smarrito, ma questa volta era felice d’averlo avuto. Astra però cominciava a soffrire di quel silenzio, se davvero lui era rimasto risentito del fatto, di non essere il suo primo uomo, lo doveva sapere, s’infuse coraggio e gli domandò.
"Hagor, sei deluso?".
"No, e tu sei delusa?".
"No, sono felice", Astra sentendosi un po’ incerta, gli chiese: "Hagor sei certo che vada tutto bene?".
"Sì, vedrai amore mio, io non sprecherò il tuo bellissimo dono".
Astra lo guardò, era così emozionata, e abbracciandolo forte, socchiuse le labbra e gli sussurrò prima di baciarlo.
"Ti amo tanto Hagor".
Hagor avrebbe voluto risponderle che anche lui la amava, ma lei gli si strinse forte, e il vortice dei sensi ricominciò. Astra, mentre lasciava che il suo corpo si unisse a quello di Hagor, odiò ancora di più l’uomo che le aveva rubato l’innocenza e la purezza, ma in quella casa che era stata per anni il suo rifugio, avrebbe amato Hagor per sempre.
venerdì 17 maggio 2013
UN SOVRANO FRA LE STELLE (VILLA CANTURI 3)
Astra riprese i sensi, e si guardò attorno confusa, e si domandò cosa ci facesse sdraiata sul divano, cercò di ricordare, era in piedi davanti alla scrivania e stava fissando il quadro, poi c’era stato un lampo, il ragazzo che stava fissando l’era apparso, si era sentita sfiorare, e poi più niente. Ancora un po’ confusa si accorse che nella stanza la luce era aumentata, e un dolce tepore aveva invaso la stanza. Guardò verso il caminetto, vide le fiamme danzare, e per la prima volta, comprese che non era sola, per un istante pensò che il ragazzo fosse diventato reale, scosse il capo dandosi della sciocca, tornò a guardare lo sconosciuto, ma proprio in quell’istante comprese a chi assomigliavano i due del ritratto, sentì il cuore batterle forte, sussurrò il nome del ragazzo che amava.
"Hagor?".
Hagor si girò verso di lei e sorridendo le disse.
"Finalmente ti sei ripresa, lo sai che mi hai fatto prendere un bello spavento?".
"Ah io ti ho spaventato! E allora tu che mi hai fatto prendere un colpo".
Astra mentre parlava aveva assunto un’espressione un po’ offesa. Hagor pensò che forse avesse ragione lei, dopotutto. Si avvicinò e inginocchiandosi, le disse mestamente.
"Mi dispiace duchessina Astra, d’averla spaventata, mi può perdonare?". Hagor le chiese perdono anche congiungendo anche le mani.
Astra lo guardò e non poteva credere d’aver ai propri piedi il suo principe, pensò che molte ragazze avrebbero voluto essere al suo posto, si diede della sciocca, incrociò lo sguardo di Hagor e vi lesse una punta di divertimento, sorrise prendendogli il viso fra le mani, e gli disse.
"Sei na canaglia, ma ti perdono lo stesso". Si piegò verso di lui e lo baciò.
Hagor non si aspettava d’essere baciato e per un istante non seppe che fare, poi lentamente le circondò la vita con le braccia, e la fece scivolare dal divano, poco dopo lui sopra di lei. Il bacio era così intenso che nessuno dei due sembrava voler prendere fiato: Hagor mise la mano sotto la camicetta di Astra, le sue dita accarezzavano la sua pelle morbida e vellutata, ma a quel punto si accorse che stava esagerando, e arrossendo le domandò scusa. Astra per qualche secondo non capì il motivo delle sue scuse, quando le comprese le sembrò che il cuore fosse impazzito dalla gioia. Si strinse a lui e lo baciò, e gli sussurrò.
"Hagor amami".
Hagor la guardò sorpreso; chiuse le palpebre, un istante, poi le chiese timidamente:
"Astra, stai dicendo che…?".
"Sì, voglio amarti ed essere amata da te, ma ti chiedo solo una cosa: non farmi alcuna domanda, amami e basta, giuralo", dopo qualche istante Hagor annuì, ma lei gli disse, "Giuralo solennemente".
"Giuro solennemente che non ti chiederò nulla, qualunque cosa accada".
Astra sorrise e lo abbracciò; entrambi cercarono le labbra dell’altro, e poco dopo Hagor era sdraiato sopra di lei, ed entrambi diventarono sempre più audaci. Astra non avrebbe mai immaginato di desiderare d’essere accarezzata in quel modo, dopo a quanto l’era capitato. Hagor la sfiorava con delicatezza e ogni volta che lei s’irrigidiva, si fermava finché non la sentiva rilassare di nuovo. Hagor all’inizio pensava d’essere impacciato, e invece con sua gran sorpresa si accorse d’essere disinvolto, gli sembrava d’aver sempre fatto l’amore, eppure era la prima volta che stava con una ragazza, non comprendeva il perché di quella sensazione, ma allo stesso tempo n’era felice. In quel modo non avrebbe deluso Astra; quello che, però lo sorprese di più fu nel momento in cui i loro corpi si unirono, Hagor si aspettava una certa resistenza, certo era vero che era la sua prima esperienza, ma sapeva cosa accadeva quando un ragazzo entrava nel corpo di una ragazza, Hagor aveva dato per scontato che anche per Astra fosse la prima volta; avrebbe voluto chiederle con chi era stata, ma ricordò il suo giuramento. Astra probabilmente, era stata corteggiata da qualcuno che non gli importava poi molto dei sentimenti della ragazza, quasi certamente, le aveva fatto credere d’essere innamorato di lei, portandola a concedersi, poi ottenuto quello che voleva, le dichiarò la verità, e per questo Astra non si era più lasciata avvicinare da nessuno, fino la sera del suo compleanno. Certo quella notte si era lasciata andare, ma poi, per la paura d’essere nuovamente delusa, aveva cercato di tenerlo lontano da lei, e soltanto per puro caso ora erano insieme, e poi pensò che lei avrebbe potuto pensare che alla fine anche lui, ottenuto quello che voleva se ne sarebbe andato, no, lui non lo avrebbe mai fatto, lui lo amava, e chinandosi su di lei per baciarla, le sussurrò sulle labbra.
"Astra ti amo, resterò sempre con te".
Astra si limitò a rispondere al suo bacio, poi Hagor non ebbe più il tempo di pensare, perché in quel momento il proprio corpo era mosso dal desiderio, anche Astra era ormai preda della passione. In quel momento Hagor e Astra, si sentirono trascinati da un vortice di sensi impazziti; le mani di Astra iniziarono a scorrere sempre più velocemente sulla schiena di Hagor, poi un grido soffocato d’entrambi, con ultimo sussulto dei loro corpi il vortice dei sensi fini. Indugiarono abbracciati per qualche istante poi Hagor, si spostò, liberandola dal suo peso, lei si rannicchiò contro di lui; restarono così finché lei non rabbrividì, Hagor si alzò aggiunse della legna al fuoco, andò a prendere la coperta e vi si avvolse insieme con lei. Rimasero abbracciati in silenzio per qualche momento, entrambi immersi nei propri pensieri. Astra non osava parlare per paura che lui le rimproverasse di non essere stato il primo, Hagor invece pensava a tutt’altro, si domandava com’era possibile che fosse certo su cosa fare nei momenti in cui aveva sentito Astra irrigidirsi. Com’era riuscito a tranquillizzarla, poco prima che la passione li travolgesse, davanti agli occhi di Hagor, erano apparsi i volti d’altre ragazze, era uno di quei deja vu, che avvolte lo sorprendeva, in altre circostanze lo avrebbe lasciato confuso e smarrito, ma questa volta era felice d’averlo avuto. Astra però cominciava a soffrire di quel silenzio, se davvero lui era rimasto risentito del fatto, di non essere il suo primo uomo, lo doveva sapere, s’infuse coraggio e gli domandò.
"Hagor, sei deluso?".
"No, e tu sei delusa?".
"No, sono felice", Astra sentendosi un po’ incerta, gli chiese: "Hagor sei certo che vada tutto bene?".
"Sì, vedrai amore mio, io non sprecherò il tuo bellissimo dono".
Astra lo guardò, era così emozionata, e abbracciandolo forte, socchiuse le labbra e gli sussurrò prima di baciarlo.
"Ti amo tanto Hagor".
Hagor avrebbe voluto risponderle che anche lui la amava, ma lei gli si strinse forte, e il vortice dei sensi ricominciò. Astra, mentre lasciava che il suo corpo si unisse a quello di Hagor, odiò ancora di più l’uomo che le aveva rubato l’innocenza e la purezza, ma in quella casa che era stata per anni il suo rifugio, avrebbe amato Hagor per sempre.
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