lunedì 16 giugno 2014

UN SOVRANO FRA LE STELLE ( LA DECISIONE

LA DECISIONE Hagor e Axsterio passarono delle giornate indimenticabili in compagnia di Yasmina e Asia, le due ragazzine, come folletti sapevano sempre ciò che i due giovani avessero in mente. Yasmina però avvolte faceva esasperare Hagor, con il suo comportamento esuberante, mentre Asia con la sua dolcezza mandava in confusione Axsterio. Il soggiorno a Scharon durò quasi un mese, Hagor fece controllare la nave, Karnak dopo i primi giorni di colloqui con Nadir e i suoi dignitari si recò nei luoghi, dove aveva, imparto ad amare la sua Elisabhet, l’unico che non provava piacere a restare in quei luoghi era Wiliam, Karnak cercò di coinvolgerlo nelle sue passeggiate, ma al figlio non interessava conoscere i luoghi dove i suoi genitori si erano innamorati. Wiliam chiese al padre quando sarebbero ripartiti, ma Karnak gli rispose che aspettava notizie dallo zio di Nadir, Aziz Dragi, forse uno dei principi più importanti delle terre del sud. Nel frattempo Hagor e Axsterio insieme hai fratelli delle due ragazzine, impararono a conoscere anche la parte più nera dell’isola, ma ciò nonostante le informazioni che i due giovani cercavano, continuavano a sfuggirgli. Karnak alla fine si spazientì e decise di ripartire, anche perché la sua presenza era richiesta a Semiramide, quindi andò dal nipote e gli disse. "Hagor, ho deciso di tornare a casa". "Senza aspettare Aziz? Mi sembrava che ci tenessi molto a incontrarlo?". "Sì, ci tenevo molto, ma forse non è riuscito a venire, oh forse essendo l’uomo più influente che queste terre, Rasut cerca di catturarlo o altro. In ogni modo dobbiamo tornare a casa il consiglio a bisogno di me". "Va bene, e quando vorresti partire?". "Facciamo fra tre giorni, così diamo ancora un po’ di tempo ad Aziz". "D’accordo, così anch’io ho il tempo di organizzare la partenza". Hagor informò i suoi ufficiali dell’eminente partenza, dando disposizione per il rifornimento della nave; aveva appena congedato i tre ufficiali quando entro nella sua cabina Axsterio, Hagor compreso subito che il fratello era agitato per qualcosa, gli domandò: "Axsterio, si può sapere che cosa ti è successo?". Axsterio gli raccontò ciò che quella mattina, era accaduto con Asia: a quanto pareva Asia aveva condotto Axsterio in una parte dell’isola poco frequentata dalla sua gente, una volta sul luogo Axsterio aveva scoperto che vi era una piccola laguna, e poiché faceva molto caldo, Asia, lo aveva invitato a fare il bagno, e senza aspettare la sua risposta si era spogliata; Axsterio sentito crollare tutte le certezze che aveva sul suo amore per Silvia. Disse al fratello che dopo d’averla fatta rivestire era tornato alla nave per parlarne con lui. Hagor sospiro affermando che anche Yasmina aveva fatto lo stesso con lui, una volta giunti nella baia di Transet, e anche lui dopo d’averla rimproverata si era sentito confuso e sorpreso per i sentimenti che Yasmina gli aveva fatto nascere nel cuore. I due fratelli rimasero in silenzio per un po’, poi Axsterio domando a Hagor. "Se per caso scegliessi Asia invece di Silvia, tu mi riaccompagneresti qui per chiedere la sua mano?". "Certo che lo farei, anche perché credo che il nostro destino, in parte, sia legato a queste terre e alle sue genti". "Tu credi? Oh ti stai lasciando influenzare da questa gente?". "Axsterio, lo sai benissimo che io non mi lascio influenzare da nessuno", gli rispose Hagor un po’ risentito, poi aggiunse: "Se mi chiedi come lo so, non saprei come rispondere, ma ti garantisco che saremo noi a riportare la pace in queste terre". Axsterio riflette sulle parole del fratello poi gli chiese: "E se il nonno lo impedisce, cosa faremo?". "Il nonno non può impedirci d’andare incontro al nostro destino. Lo sa lui, come lo sappiamo noi", Axsterio si limitò da annuire, a quel punto Hagor cambiò discorso. Informò il fratello che quella sera sarebbe andato in un locale del porto, per cercare le informazioni che tanto cercavano, aggiunse che però voleva andarci senza i fratelli delle loro graziose amiche, gli dichiarò che voleva andarci con abiti usati, e soprattutto sembrare un marinaio del luogo, per incutere più fiducia nella gente. Axsterio approvò ciò che aveva in mente, ma quando Hagor lo invitò a unirsi a lui e agli ufficiali della nave, rifiutò l’invito perché voleva schiarirsi le idee, Hagor non insistette, ma gli affermò che se avesse cambiato idea sarebbe stato il benvenuto. Axsterio non cambiò idea e Hagor andò al locale solo con i suoi uomini. Giunto davanti al locale pensò che fosse una vera topaia, ma ormai era lì e doveva entrarci. Neb, Dev e Maxs lo guardarono pensando che sarebbe tornato indietro, invece Hagor dopo un sospiro appoggiò la mano sulla maniglia e aprì la porta; un’ondata di fumo e alcol lo investì, mentre si guardava attorno. A un tratto una ragazzetta dal seno prosperoso e dall’abito succinto, gli si avvicinò ammiccando e gli chiese se voleva un tavolo, Hagor annuì e in più gli chiese di dargli il tavolo di fronte alla porta. La ragazza pulì il tavolo con uno straccio e fece accomodare Hagor e i suoi uomini, e ordinò per lui e i suoi uomini. Hagor decise di lasciare il locale verso l’una di notte, rassegnato di non avere le informazioni che tanto desiderava, ma proprio nel momento in cui faceva cenno alla cameriera di portargli il conto, entrarono tre uomini, si capiva che erano marinai da poco sbarcati, desiderosi di bere e divertirsi con qualche ragazza dal facile costume, ma il bere e la compagnia li rese anche loquaci. Hagor si concentro su quello che dicevano, e tra una risata e l’altra comprese che parlavano di lui e della sua nave: i tre sapevano che due giorni dopo sarebbe ripartito per raggiungere le terre del nord, il loro comandante aveva ricevuto l’ordine di catturare la nave e il suo comandante e uccidere tutto l’equipaggio e i membri maschili della famiglia reale. Hagor li lasciò bere da soli, poi quando li vide su di giri, offrì, loro dell’altra birra, che i tre gradirono, lo invitarono al loro tavolo; quando Hagor lasciò il locale, era già giorno, ma benché fosse stanco, era soddisfatto di ciò che aveva ottenuto dai tre marinai. I pensieri di Hagor su come comunicare al nonno e agli altri, che nel viaggio di ritorno sarebbero stati attaccati dagli uomini di Rasut, certo ora sapeva come uomini in gamba si lasciavano ingannare dal nemico, e lo avrebbe spiegato a suo nonno. Ma suo nonno avrebbe accettato la sua idea di contro attaccare. Con questi pensieri arrivò alla nave, mandò a dormire i suoi uomini, stava per fare altre tanto quando suo padre gli sbarrò la strada. Wiliam dimentico che davanti a lui vi era un giovane uomo, e trattò il figlio come un bambino disubbidiente, lo tempestò di domande, e lo accusò d’essere ubriaco, di puzzare come un barbone, poiché i suoi abiti erano sporchi e logori, che doveva ricordarsi in ogni momento che lui era un principe reale. Hagor avrebbe anche sopportato il resto, in fondo suo padre poteva essere anche preoccupato per lui, ma come il suo bisnonno non sopportava quell’aria di sufficienza accompagnata alla parola “principe”; quindi lo guardò negli occhi e gli rispose, che quante volte salisse e scendesse dalla sua nave, erano affari suoi. E anche se sembrava, uno straccione ubriaco non lo era, e con molta probabilità il fatto di essere vestito in quel modo avrebbe salvato la vita a tutti loro, poi rivolgendosi a Karnak lo invitò a raggiungerlo nella sua cabina due ore dopo. Axsterio e Karnak avevano assistito alla scena, il primo pensò bene di allontanarsi, il secondo decise che forse era giunto il momento di parlare con Wiliam del suo atteggiamento lontano e distaccato nei riguardi dei figli e fargli capire che non aveva più dei bambini, al meno i primi tre non lo erano più, quindi cercando di rimanere calmo, cercò di attirare l’attenzione del figlio ma Wiliam si girò verso di lui e arrabbiato gli disse. "Contento? Hai visto cosa hai ottenuto dandogli il comando di una nave? Si crede già adulto, e invece e solo un bambino che gioca a fare il comandante. La gente di qui poi, come degli idioti hanno solo peggiorato le cose", Axsterio, anche se si era allontanato, stava osservando la scena e si accorse subito che suo nonno si stava arrabbiando, a Karnak, infatti, aveva cominciato a tremare la gamba destra, l’unico che non se n’era accorto era Wiliam. Cercando di rimanere calmo Karnak gli disse: "Tuo figlio non gioca a fare il comandante: tuo figlio è il comandante. Io non ho fatto proprio niente, se Hagor è al comando della nave, è solo perché era il migliore del suo corso; e inoltre ti do un consiglio, non trattare mai più Hagor in quel modo davanti ai suoi uomini: tuo figlio non ha fatto una marachella da bambino disubbidiente, e se è stato fuori tutta la notte e si è vestito a quel modo avrà avuto le sue buone ragioni. E temo che le scopriremo molto presto". Wiliam non badò all’ultima frase pronunciata dal padre, e urlando di nuovo gli disse: "Stammi a sentire, io sono suo padre e lo tratto come mi pare, tu sei solo il nonno e dovresti occuparti di viziare lui e gli altri nipoti, e dovresti lasciare il compito di educarli a me e alla loro madre". Karnak strinse gli occhi: Wiliam questa volta aveva veramente esagerato, come si permetteva di affermare che lui doveva solo viziare i nipoti, che per quasi vent’anni lo aveva sostituito completamente; no questa volta non sarebbe stato zitto, avrebbe detto al figlio ciò che pensava da qualche tempo sul suo comportamento, quindi gli disse: "Ma come osi dirmi di non occuparmi della loro educazione, quando sono vent’anni che lo faccio. Tu dici di essere il padre, e dimmi quando lo avresti capito? Stanotte forse? Credi che appellarsi a padre sia solo preoccuparsi se per una notte uno dei tuoi figli non rientra a dormire, quando ormai sono degli adulti fatti. No caro mio essere padre significa seguirli fin da quando sono in fasce, ma tu questo non lo sai, perché hai sempre lasciato a me questo compito. Tu non ci sei mai quando hanno bisogno di te, tu ti sei perso ogni gioia e ogni dolore che li ha colpiti. Wiliam c’è un’altra cosa che devo dirti è ora che cresci e diventi un uomo", finì Karnak furente. Wiliam era rimasto talmente sorpreso per la reazione del padre che per un momento non riuscì a parlare poi, sussurrò: "Padre stai dicendo forse che non amo i miei figli?". Il tono quieto di Wiliam fece calmare in parte Karnak che rispose. "No, so benissimo che li ami, ma li ami senza dimostrarlo non serve, un figlio ha bisogno del calore del genitore, ha bisogno di essere consolato se soffre, ha bisogno di sapere che gioisce con lui se è felice, e ha bisogno di sapere che suo padre sia dalla sua parte, anche se crede che sbagli, ma tu hai i tuoi figli non lo hai dimostrato; io vorrei tanto sapere cosa ti tiene lontano da loro?". "Non so come spiegarlo, quando Mirian mi ha detto di aspettare un bambino ero felice, lo sono stato per tutte le quattro volte, quando è nato Axsterio e Miriam mi ha detto di prenderlo in braccio avrei voluto farlo ma quando stavo per farlo lo visto cosi piccolo e indifeso che ho avuto paura di toccarlo, è stato così anche per gli altri tre. Pensa padre ho invidiato i miei figli perché hanno avuto il coraggio di prendere Maria fra le braccia appena nata, in seguito ho avuto paura di sbagliare, nessuno mi ha spiegato cosa dovevo fare". Karnak comprese quanto poco conoscesse il figlio, si chiese in cosa avesse sbagliato con lui, eppure gli sembrava di averlo amato e educato allo stesso modo dei nipoti, sospirò e disse. "Credi che a me lo abbiano insegnato? Wiliam non è una cosa che s’insegna, ma si comprende sul campo, e sbagliare fa parte della vita, ma tu puoi ancora avere l’occasione di provarci ancora, Maria è piccola e sono sicuro che con un po’ d’impegno da parte tua possa ancora conquistare il suo cuore, per quanto riguarda gli altri puoi provare a capire che uomini e che danna sono diventati". "Tu credi che sia ancora possibile padre?". "Sì, con un po’ d’impegno da parte tua". "Padre parlami di loro, vuoi?". "D’accordo, ma andiamo nella mia cabina". Wiliam segui il padre, quando lo lasciò comprese quante cose, si era perso in quegli anni, si diresse verso la cabina di Hagor e una volta entrato lo trovò profondamente addormento. Hagor si era gettato sul letto senza vestiti dopo la doccia e Wiliam ammirò le fattezze del corpo del figlio pensando che il padre aveva ragione nel dire che era ormai un uomo. Il giovane si agitò nel sonno mormorando qualcosa, ma Wiliam non comprese cosa diceva, nel guardarlo sentì l’impulso di accarezzarlo e dentro di se pensò: (Ti voglio bene bambino mio, e mi dispiace di non saperlo dimostrare come vorrei o come vorresti tu). Wiliam, poi prese una coperta e copri il figlio, lasciandolo dormire, per andare a parlare con il figlio maggiore. Hagor si sveglio in preda agli incubi: la nave data alle fiamme, il suo equipaggio sterminato e i suoi cari giacevano morti ai suoi piedi, mentre lui era trascinato via per essere torturato e ucciso. Smarrito, si guardò attorno, poi realizzò d’essere ancora nella sua cabina, sulla sua nave, ricordò d’aver detto a Karnak di raggiungerlo dopo paio d’ore dal suo rientro e ricordò anche la discussione con il padre, fece una smorfia, guardò l’orologio sul comodino, segnava l’ora di pranzo, si alzò di scatto era sicuro d’averla puntata per le dieci. Improvvisamente si rese conto che nella stanza vi era stato qualcuno, si chiese chi e perché non si fosse svegliato, la risposta che si diede fu: che con molta probabilità l’uomo che era entrato per lui non era un pericolo. Sospirò una volta vestito raggiunse la stanza principale della cabina, prese l’uva dalla fruttiera e cominciò a mangiare e a pensare come annunciare a suo nonno e agli altri come Rasut attaccava le navi e soprattutto convincerli ad attaccare la nave mandata per distruggerli per primi. Sentì a bussare e pensò che fosse suo nonno ma era il padre, pensò di non avere alcuna voglia di discutere, ma a sorpresa suo padre si scusò per il comportamento della mattina, affermandogli che a parlare era stata solo la preoccupazione, Hagor era così sorpreso che per un istante non seppe che dire, poi gli affermò che forse avevano esagerato entrambi, uno per la preoccupazione e l’altro per la stanchezza, quindi era molto meglio finire lì la discussione. Il padre fu d’accordo e in quel momento furono raggiunti da Axsterio e da Karnak. Hagor li fece accomodare ed esordì "Ho scoperto in che modo Rasut attaccato le navi che hai mandato in aiuto ai vari principati", calò il silenzio poi Karnak gli chiese: "Davvero? E come lo hai scoperto?". "Questa notte è attraccata una nave in porto, e alcuni dei suoi marinai sono entrati nel locale, dove mi ero recato; poiché io e i miei ufficiali indossavamo abiti locali, ci hanno scambiato per marinai dell’isola, per un po’ li ho lasciati bere da soli, in modo che abbassassero la guardia. A quel punto ho offerto loro da bere: e loro gentilmente mi hanno invitato al loro tavolo, io gli ho lasciato credere che fossi dalla parte di Rasut, e poiché la birra li aveva resi, loquaci mi hanno raccontato ogni cosa". "Avanti dici come fanno ad attaccare le nostre navi", l’invito a proseguire Karnak. "D’accordo, usano la tribù dei Badin", Hagor spiegò che la parola “Badin” significava bambino; la tribù era chiamata così perché gli adulti non superavano mai il metro e cinquanta d’altezza. I Badin erano, una delle tribù più bellicose della zona, si poteva affermare con tranquillità che erano molto spietati con i loro nemici. Gli uomini di Rasut, li convincevano a combattere per loro con la promessa, che una volta salito definitivamente al potere Rasut li avrebbe resi i signori di tutte le terre confinanti la loro, ma la promessa che più allettava i Badin era la possibilità di uccidere impunemente chi volevano. Naturalmente Hagor spiegò che i comandanti, una volta fatti salire sulle loro navi li facevano vestire come se fossero dei bambini, e una volta avvistata la nave nemica, chiamavano il comandante affermando che avevano abbordo dei bambini ammalati, e di aver finito le medicine, a quel punto il comandante impietosito lasciava avvicinare la nave. Hagor concluse dicendo: "Il resto lo capite anche da soli". "È spaventoso", sussurrò Wiliam. "Sì papà lo è, ma c’è un’altra cosa che devo dirvi". "Immagino che non ci piacerà ciò che devi dirci, non è così ragazzo mio". "Sì nonno è così". "Lo immaginavo. Su Hagor non tenerci sulle spine", finì Karnak. "Il comandante della nave attraccata questa notte in porto ha l’ordine di attaccarci quando saremo in alto mare". Calò il silenzio, Wiliam stava già pensando di chiamare la capitale e farsi venire a prendere con il resto della famiglia ma Hagor non aveva finito con le sorprese, dopo d’aver confermato che sulla nave ci sarebbero stati i Badin, disse; "Sentite, ora sappiamo come agiscono, e potremmo sfruttarlo a nostro vantaggio". "In che modo?", chiese Axsterio. "Attaccando noi per primi", rispose Hagor. "Spiegati meglio", l’invitò Axsterio. "Nel momento in cui il comandante della nave comincerà a parlare per impietosirmi, io lo prenderò a cannonate", rispose Hagor sorridendo. Axsterio guardò il fratello negli occhi, capì che egli aveva già preso la sua decisione e che l’avrebbe messa in atto, anche se loro non erano d’accordo, si alzò e cominciò ad andare avanti e indietro; pensò quanto era cambiato il fratello negli ultimi mesi, sicuro di se e soprattutto prendeva decisioni senza farsi consigliare da Karnak, insomma era diventato un uomo. Axsterio sapeva che era giunto il momento di prendere una decisione da uomo o forse da futuro re, anche se prima di lui sarebbe salito al trono suo padre, si fermò e guardando il fratello minore gli disse: "Va bene attacchiamo prima noi". Karnak girò la testa verso di lui, sorpreso di sentirlo parlare in quel modo, certo non era rimasto sorpreso di sentirlo proporlo da Hagor, ma che Axsterio fosse d’accordo con il fratello lo aveva sorpreso non poco, li guardò entrambi e vi lesse la determinazione di portare a termine il piano di Hagor. S’infuse coraggio e chiese. "D’accordo ammette pure che attacchiamo prima noi, ma attacchiamo solo per distruggere la nave nemica? Inoltre ci vorrà un piano". "Nonno, pensi davvero che ti proporrei di attaccare per primi senza un piano?". "Un momento, state davvero pensando di attaccare prima noi?", domandò Wiliam sconvolto. "Sì papà, è ora che i sovrani di questa galassia, mostrino a tutti chi sono", rispose Axsterio. "Ma potremmo farci venire a prendere, e comunicare l’informazione a qualche ammiraglio", suggerì Wiliam. Hagor accavallò le gambe facendo una smorfia, mentre Axsterio gli rispose. "No, quest’informazione l’abbiamo cercata da quando siamo partiti e ora che l’abbiamo, la sfrutteremo noi. Inoltre se facciamo come dici il popolo, penserà che chi li governi sono solo dei vigliacchi, che non li sanno proteggere. No papà, saremo noi a sfruttare ciò che sappiamo". "I ragazzi hanno ragione Wiliam, non possiamo aspettare, Hagor esponi il tuo piano". Hagor invitò i tre a seguirlo vicino al tavolo tipografico, mostrò loro, dove la nave nemica avrebbe incrociato la sua rotta con la loro. Karnak gli domandò come mai si sarebbero incontrati solo cinque giorni più tardi dalla loro partenza da Scharon, Hagor rispose che prima il comandante doveva andare a prendere i Badin, quindi loro avevano tutto il tempo di prepararsi per contrastarli; Wiliam non tentò più di persuadere i suoi famigliari e si lasciò trascinare dal piano. Hagor sapeva che suo padre non era un combattente da corpo a corpo, quindi gli domandò se tirava ancora con il fucile a raggio, Wiliam rispose che qualche volta lo faceva ancora, ma che la sua media non era più a cento per cento, Hagor gli domandò quanti bersagli in movimento prendesse su dieci, una volta ascoltata la risposta, gli disse che da quel momento si sarebbe esercitato per raggiungere il massimo, poiché ne sbagliava molto pochi. Ora che la decisione era stata presa Axsterio informò il fratello che aveva iscritto entrambi alla gara del pettinino, che si sarebbe svolto il giorno dopo, Hagor stava per protestare ma Axsterio lo fece tacere sul nascere, dicendogli: "La gara di domani per Asia e Yasmina è molto importante, potranno mettere impaglio i loro pettinino, quello che portavano il giorno della festa, Asia vuole che sia io ad averlo, mentre Yasmina…". "Vuole che lo abbia io", concluse Hagor. "Già, ma tu dovrai vincere, perché il pettinino di Yasmina, sarà messo sul pennone più alto, essendo la figlia del principe, e so per certo che il fratello maggiore di Asia lo vuole per se". "Ho capito Axsterio", disse Hagor pensieroso, poi sorridendo aggiunse, "Ma sì, divertiamoci finché non ripartiamo". "Sapevo che saresti stato d’accordo fratellino". Karnak sorrise, sapendo che la prova del giorno dopo aveva un significato assai più importante di un semplice divertimento, sapeva che i due giovani lo sapevano, ma chissà come l’avrebbero presa i padri delle due ragazzine. Guardò Axsterio che stava finendo di spiegare il regolamento al fratello e fu orgoglioso di sapere che Axsterio era già in grado di prendere decisioni importati per il bene del popolo, e per la prima volta pensò di nominarlo suo diretto successore, al posto del padre.

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