ADDIO ASTRA
Hagor si stava preparando per festeggiare il suo sedicesimo compleanno, l’anno appena trascorso era stato intenso d’avvenimenti. L’accademia, la casa, Astra, soprattutto lei, anche se in certi momenti faceva molta fatica a comprenderla. In alcuni istanti Astra sembrava spensierata e allegra, come la maggior parte delle ragazze della sua età, ma appena lui accennava al fatto di far sapere a tutti che stavano insieme, lei cominciava a tremare e a piangere disperata affermandogli che nessuno doveva sapere, soprattutto suo padre, Hagor una volta cercò di saperne di più ma lei gli ricordò la sua promessa di non fare domande, così rinunciava. C’era n altro fatto che lo aveva colpito: il comportamento di suo nonno. Improvvisamente il nonno aveva cominciato a trattarlo come uno dei suoi consiglieri, anzi avvolte, lo consultava prima di rivolgersi ai consiglieri, o addirittura non li interpellava nemmeno, seguendo direttamente il consiglio del nipote. Hagor aveva chiesto più volte il perché di tale comportamento, e suo nonno gli aveva risposto che un giovane vede le cose con più chiarezza. Hagor si sentiva come se suo nonno riversasse su di lui le speranze per un futuro equilibrato e di pace per la loro galassia. Avvolte, chiacchieravano per ore e alla fine delle lunghe discussioni, delle quali, l’ultima parola l’aveva sempre Hagor: un giorno però alla fine della discussione Karnak gli disse ridendo, “Sei come il tuo bisnonno Thomas, che voleva sempre aver ragione lui”, poi diventando di colpo serio aggiunse “Il problema che aveva sempre ragione, proprio come te”. Hagor quel giorno era rimasto in silenzio guardando suo nonno che si allontanava.
Sospirò e uscì dalla sua camera e nel corridoio incontrò la sorella e insieme con lei raggiunsero il salone delle feste. Dove il resto del gruppo li stava aspettando, Astra era già arrivata e stava parlando con Silvia, Hagor fu felice di vederla e la invitò a ballare; risero ricordando le parole dell’anno precedente, ma mentre volteggiavano Hagor vide un uomo che li stava osservando, e quando i loro occhi s’incrociarono, Hagor vi lesse un odio profondo, che ricambiò immediatamente, pochi istanti dopo distogliendo lo sguardo dall’uomo disse ad Astra.
"Astra c’è tuo padre".
"Cosa? E dove si trova?".
"È laggiù che parla con mio nonno".
"E ci ha visto?".
"Temo di sì, vuoi che mi allontani?". Hagor la sentì tremare per un momento, poi come se attingesse dalla fonte del coraggio, gli rispose;
"No, sono stanca di nascondermi, sono la tua ragazza e voglio che lo sappiano tutti".
"Ma ne sei sicura?", le domandò lui sorpreso.
"Sì, andiamo a fare una passeggiata", non aspettò la sua risposta e lo trascinò in giardino. Mentre passeggiavano, raggiunsero il gazebo, Astra sentì Hagor irrigidirsi, seguì la direzione del suo sguardo. all’interno del gazebo c’era un’altra coppia intenta a scambiarsi baci e carezze audaci. Anche lei aveva subito riconosciuto la coppia, quindi nel tentativo di calmarlo gli disse: "Hagor non fare nulla", lui la guardò con le sopraciglia aggrottate, "Lo so che è tua sorella, e che ti senti in dovere di proteggerla, ma rifletti un momento, peggioreresti solo le cose se ora vai là e fai una scenata, pensa solo che abbia scelto qualcuno che conosci bene e non uno sconosciuto, ne abbiamo anche parlato ricordi? Insomma lo sai benissimo che Sandor e tua sorella si amano, e ricordati che siamo in debito con lei".
Riflettendoci Hagor comprese che Astra aveva ragione, che i suoi argomenti erano tutti validi, così sospirò e s’incammino all’interno del gazebo. Nel sentire i passi che si avvicinavano Sandor, si allontanò d’Angelica, e quando vide chi si avvicinava impallidì, cercò di spiegarsi ma riuscì a malapena a pronunciare il nome dell’amico, il quale quando gli fu accanto sibilò.
"Falla soffrire e ti giro che non potrai nasconderti in nessun posto, perché io ti troverò".
Sandor rimase pietrificato per qualche istante, poi lentamente si girò verso gli altri tre che ridevano, i suoi occhi incrociarono quelli di Hagor, erano tranquilli e sorridenti, comprese che per l’amico l’argomento era chiuso, ma sapeva anche che ciò che gli aveva detto un momento prima era l’assoluta verità. Pochi istanti dopo furono raggiunti dagli altri, e subito la conversazione si centrò sull’uomo che stava mettendo a ferro e fuoco le terre del sud, fra tutti quello che aveva le idee più desolanti, era Hagor, infatti, affermò.
"Se non lo fermano, distruggerà il pianeta, e con lui l’intera galassia".
"Scusami ma cosa intendi dire fratellino?", gli chiese Angelica.
"Non si accontenterà delle terre del sud, ma cercherà di prendersi il trono della galassia, e questo non sarà un bene", si versò da bere e continuò, "Se i nostri ammiragli non impareranno a capire come ragiona la gente del sud, ci ritroveremmo in un mare di guai, e anche molto seri".
"Tu cosa faresti al loro posto?", gli domandò Gorion.
"Io? Mi comporterei come loro, seguendo le loro regole, gli usi i costumi. Il problema che i nostri ammiragli credono di confrontarsi con persone che seguano le nostre stesse regole, ma non è così: la gente del sud segue delle regole molto crudeli, e i nostri ammiragli non hanno le capacità per affrontarle".
"Stai affermando che sono tutti degli incapaci?". Gli chiese Sandor.
"No, sto solo affermando che sono troppo magnanimi".
"Per me sei troppo tragico Hagor", gli disse Axsterio.
"No, ha ragione lui, vi è anche la possibilità che qualcuno possa sfruttare la situazione a proprio vantaggio"; suggerì Fransuas.
"Vuoi affermare che fra i due litiganti il terzo potrebbe goderne", chiese Astra.
"Esattamente, e non necessariamente deve essere qualcuno della galassia, il terzo incomodo potrebbe venire da un’altra nebulosa a noi conosciuta".
"Ti stai riferendo a re Vega?".
"Sì Hagor, mi riferisco proprio a lui: ha rifiutato ogni aiuto dagli scienziati di tutte le galassie, entro una decina d’anni, il pianeta esploderà, senza tener conto delle conseguenze che comporterà, sulla popolazione, dove andranno gli abitanti di Vega? Pensate anche a quanti meteoriti si formeranno, certo una buona parte brucerà nell’atmosfera dei pianeti, ma la rimanenza ricadrà sui nostri mondi, provate a immaginare ai danni che ci saranno".
Dopo le affermazioni di Fransuas calò il silenzio, ognuno riflette sulle sue argomentazioni, poi Axsterio disse.
"Credo che di questo dovremmo parlare con il nonno".
"Sono d’accordo, ma non questa sera", gli rispose Hagor.
Tutti furono d’accordo e poco dopo Axsterio, Gorion e Fransuas si allontanarono, Hagor e Sandor discussero ancora un po’, Angelica vedendo che i due ragazzi s’intrattenevano a parlare, s’infuso coraggio e fece delle domande molto intime ad Astra, che rimase scossa al punto da non trovare subito le parole per risponderle, Angelica nel vederla turbata, si scusò con lei e di dimenticare ciò che le aveva chiesto. Astra era sì turbata, ma non lo era certo per le sue domande, anche se era sorpresa di sentirle perché lei era convinta che Angelica e Sandor fossero amanti da qualche tempo. Mentre ora scopriva che l’amica era attratta dal desiderio dell’amore, ma n’era anche spaventata e che cercava rassicurazioni da una ragazza della sua età. Ma come poteva rassicurare Angelica? Per Astra il ricordo della sua prima volta era doloroso, guardò Hagor un istante e ricordò le forti emozioni di quel giorno. Le carezze lente, i baci passionali e teneri allo stesso tempo, parole d’amore, sussurrate al suo orecchio da farle venire i brividi, e il desiderio intenso anche quella dolcezza aveva scatenato, allora si dissero che la sua prima volta era avvenuta quel giorno di pioggia alla villa, e così trovò il coraggio di rispondere ad Angelica, che la ringraziò per le sue parole rassicuranti. In quel momento Hagor e Sandor si girarono verso di loro, Hagor le disse che forse era meglio rientrare, prima che suo padre venisse a cercarli, visto che quando si erano guardati, lo sguardo dell’uomo era poco socievole, ma sia Angelica sia Astra gli dissero sia lei si sarebbe fermata a dormire nel palazzo, inoltre Astra alzatasi in piedi lo afferrò per un braccio trascinandolo via.
Astra stava passeggiando al fianco di Hagor, si stavano dirigendo verso la fontana delle rose, ma la sua mente riecheggiava ancora le parole appena pronunciate per rassicurare Angelica, certo aveva mentito affermando che Hagor era stato il primo ma quel giorno aveva davvero provato le emozioni descritte. Alzo lo sguardo su Hagor, si sentiva in colpa per non avergli ancora raccontato la verità su come aveva perso la verginità; ripensò a quella maledetta notte, erano trascorsi quasi tre anni. Ah quel tempo aveva solo quattordicianni: tutto era cominciato quando la sua mamma, era andata ad assistere la madre, sarebbe stato giusto affermare che ansava a controllare che fosse accudita nel modo migliore. Astra ricordava bene le parole che le disse prima di salire in carrozza: “Starò via solo due giorni e una notte, mi raccomando fai la brava e ubbidisci a papà”. Il suo papà, di cui lei si fidava ciecamente, prima di mandarla a scuola le disse: “Ci vediamo questa sera, ricorda che devi far preparare la cena, come fa la mamma, e che la devi sostituire in tutto”, poi si era allontanato a cavallo. Lei naturalmente non aveva capito cosa suo padre intendeva, lei pensava di doversi comportare d’adulta e da padrona da casa, poiché la madre non c’era. Dopo la scuola si fermò un po’ con le amiche, poi salutandole prima del solito era tornata a casa, diede disposizioni per la cena, quando il padre tornò, cenarono e soddisfatto l’uomo le fece i complimenti. Astra si ritirò nella propria stanza, poco dopo suo padre la raggiunse, lei era convinta che fosse andato a darle il bacio della buonanotte, come faceva ogni sera, invece, si tolse la vestaglia e rimase nudo, lei era così sorpresa che non reagì immediatamente, quando lo fece lui, era già sotto le coperte e le ripete, “Devi sostituire tua madre in tutto”. La bocca del padre si appoggiò sulla sua, le infilò una mano fra le gambe e le tolse le mutandine, lei gli domandò cosa stesse facendo, perché le accarezzava l’intimità, ma lui non rispose e la costrinse ad aprire le gambe penetrandola con forza. Astra aveva urlato e lo aveva pregato di smettere, perché le faceva male, ma più lei insisteva più lui vi dava con forza, poi a un tratto suo padre emise un suono, che alle orecchie della ragazza era sinistro, ma finalmente si tolse di dosso e se ne andò soddisfatto. Astra andò in bagno e fece una lunga doccia, si lavò con energia ma continuava a sentirsi sporca, mentre l’acqua le scorreva sul corpo, piangeva. Perché ormai tutti i suoi sogni l’erano stati tolti, come il sogno di trovare un giorno, il principe sul cavallo bianco, ora era tutto finito, ed era così spaventoso; si chiedeva com’era possibile che uomini e donne si toccassero come l’aveva toccata suo padre, e come l’aveva costretta a toccarlo, giurò a se stessa che nessuno l’avrebbe più toccata in quel modo. Una volta tornata in camera cambiò le lenzuola per cancellare ogni traccia di ciò che era accaduto. La mattina non voleva scendere per evitare d’incontrare suo padre, ma lui la mandò a chiamare, facendole sapere che non avrebbe accettato una no come risposta. una volta che si trovò a faccia a faccia, le disse che ciò che era accaduto doveva rimanere un segreto tra loro due, Astra fu d’accordo con lui, ma se si azzardava a toccarla un’altra volta, lei lo avrebbe raccontato a qualcuno. Lui cercò di intimorirla affermando che nessuno le avrebbe creduto, lei allora gli domandò cosa sarebbe successo se invece le avrebbero creduto, dopo un istante, il padre le propose un patto, lui non l’avrebbe più cercata se lei non fosse trovata né un fidanzato né un marito, e lei accettò. Era stato facile a quel tempo accettare e mantenere le condizioni imposte da suo padre, ma inseguito era arrivata Angelica che l’era diventata amica, senza mai chiederle niente del suo strano comportamento, e con Angelica era arrivato anche Hagor, che con la sua tenacia, le aveva fatto sognare di nuovo il principe dei sogni. Ora mentre lo guardava la sua rassomiglianza con il suo bisnonno, era veramente impressionante, a questo punto Astra si chiese, se prima d’innamorarsi di Hagor non si fosse innamorata di Thomas, e quando aveva visto Hagor, non avesse trasferito i suoi sentimenti per Thomas su Hagor, ma a pensarci bene cosa importasse, poiché lei era felice accanto a Hagor. Astra non si era resa conto che ricordando gli eventi di quella terribile notte, aveva cominciato a tremare. E che stava ancora tremando, quando Hagor abbracciandola le domandò.
"Astra amore, che cosa hai?".
"Ti prego amore tienimi stretta a te".
"Sì, senti freddo tesoro?".
"Un poco". Hagor si tolse la giacca e la strinse a se, e fra le sue braccia ad Astra le sembrava che lui potesse proteggerla da ogni cosa e da tutti. Astra si calmò e Hagor la accompagno alla stanza che le avevano riservato e dopo d’averla salutata con un bacio si allontanò. Astra rimase immobile sulla soglia della sua camera poi sentì che il desiderio di stare ancora con lui era più forte che mai. Lo seguì, la porta del salottino era semi aperta, la spinse, e le sembrò di entrare in una stanza dove vi era appena passato un uragano, una matita le finì sotto un piede, la raccolse e la mise su una sedia, chiusa la porta del salottino che dava sul corridoio, entrò nella camera e per poco non scoppio a ridere nel vedere Hagor lottare con la spilla ferma cravatta, chiuse la porta e gli disse.
"Hagor, se ci provassi io?".
"Astra cosa fai qui?", domandò Hagor sorpreso.
"Sono venuta a salvare il mio eroe, che domanda", una volta sfilata la spilla, gli mise le braccia intorno al collo e sulle labbra gli sussurrò: "Visto come sono stata brava? Vuoi vedere come sono altrettanto brava ad aiutarti a spogliarti?".
"Su questo non ho dubbio alcuno, amore mio", le rispose lui.
Molto tempo dopo Astra gli raccontò di ciò che aveva discusso con Angelica, e gli chiese se era arrabbiato per aver mentito alla sorella, sul fatto di non essere il primo, Hagor la rassicurò ancora una volta che a lui non importava, che l’unica cosa che gli importava, era che lei fosse felice con lui, lei gli si strinse contro e i loro corpi ritrovarono la gioia d’amarsi ancora. Astra e Hagor erano di nuovo abbracciati nel silenzio della notte, quando lei gli domandò.
"Hagor quando ti trasferisci alla villa?".
"Tra due di giorni, perché?".
"Posso…", ma non finì la frase.
"Puoi cosa?".
"Venire a vivere con te da subito":
"Astra parli sul serio?".
"Sì".
"Ma cosa diranno i tuoi genitori?".
"Non lo so, e non m’importa, mi dispiace un po’ per mia madre, ma per quanto riguarda quell’uomo, egli per me è già morto da qualche tempo, quindi qualunque cosa dica, non m’importa".
"Astra perdonami, ma io non capisco, si può sapere cosa ti ha fatto tuo padre da indurti a odiarlo tanto?", le chiese Hagor confuso.
Astra comprendeva benissimo le sue perplessità, ma ancora una volta gli disse.
"Hagor ti prego non fare domande, non sono ancora pronta a dirtelo e forse non lo sarò mai, ti prego accontentami".
"Va bene ma ora calmati", le disse Hagor vedendola agitata, poi aggiunse: "Immagino che vorrai tornare a casa, per prendere le tue cose?", lei annuì e Hagor prosegui, "Quando avrai preso la tua roba vieni qua a palazzo, andremmo insieme alla villa, lascerò detto che lascino a tua disposizione la camera di questa sera".
"Farò come dici, ma non preoccuparti: se non mi vedi entro domani sera, perché sarò qui per la colazione del giorno dopo".
"D’accordo amore mio, ma ora dormiamo se non ti dispiace".
Astra come risposta gli diede un bacio dandogli la buonanotte, chiuse gli occhi e si lasciò scivolare nel sonno, pensando che entro due giorni sarebbe stata libera e felice per sempre.
Dopo che Hagor e Astra si erano allontanati, Sandor rimase a fissare il punto in cui i due amici erano scomparsi, era incredulo, quando aveva visto Hagor che si avvicinava al gazzebo, aveva pensato che l’amico reagisse molto male nel vederlo in intimità con Angelica, ma si era limitato ad ammonirlo, Sandor però sapeva bene che la velata minaccia era da prendere seriamente. Era così concentrato che non si accorse che Angelica gli si era avvicinata, si accorse di lei solo quando abbracciandolo, gli disse.
"Sandor, ti amo tanto".
"Anch’io ti amo Angelica".
Si baciò appassionatamente poi Angelica disse a Sandor sorprendendolo.
"Sandor andiamo in camera mia". Sandor la guardò sorpreso, tanto sa non riuscire a parlare, Angelica gli prese la mano e lo portò verso la su stanza da letto. Una volta giunti, Angelica chiuse le porte a chiave e voltandosi gli disse: "Ora sei mio prigioniero".
"Io credevo di esserlo da qualche tempo", le disse sorridendo.
Angelica ricambiò il sorriso, gli si avvicinò e timidamente gli disse.
"Sandor io, non so cosa...", ma Angelica non fini la frase.
"Andra tutto bene", le disse lui rassicurandola, poi le chiese: "Sei sicura di volerlo ora?".
"Sì sono sicura".
"Hai paura?".
"Un poco, ma sono sicura che tu non mi farai male".
"Farti male? No, non potrei mai, e farò solo quello che tu vorrai".
Sandor si rese conto che Angelica era un po’ tesa, la fece sedere sul letto e cominciò ad accarezzarla e a sussurrarle che la amava, lentamente Angelica si rilassò e i timori scomparvero. Per Angelica e per Sandor fu una notte piena d’amore e di passione, il sonno li colse solo quando ormai era sazia l’una dell’altro. Era mattino presto quando Sandor sveglio Angelica, lei si stirò come una gatta, poi gli chiese tirandolo a se.
"Dove stai andando amore mio?".
"Devo raggiungere tuo fratello Hagor e Gorion, oggi abbiamo un esame importante, con questa prova diventeremo comandanti di navetta".
"Sì, ora ricordo".
"Angelica sei felice? Non sei delusa vero?". Le chiese Sandor cambiando discorso.
"È stato bellissimo, e tu sei felice?".
2Immensamente amore mio", rispose Sandor baciandola. Poco dopo Sandor usci dalla camera d’Angelica, andò nella sua stanza si cambio e raggiunse Hagor; lo trovò intento a bere il caffè e a leggere il giornale. Sandor fu felice di essere arrivato per primo, e di trovarlo tranquillo, fino a quel momento era stato in agitazione; sapeva che con molta probabilità suo fratello Gorion aveva sentito le sue stesse emozioni, e che forse le avrebbe raccontate a Hagor. Hagor era tranquillo quindi entrando lo saluto dicendogli.
"Buongiorno, che dice il giornale?>>.
"Bah, le solite cose, dormito bene?".
"Sì, tu?", ma vedendolo preoccupato, gli domandò: "Non sarai preoccupato per l’esame?".
"No, ma per Astra Sì, c’è qualcosa che la tormenta, ma non vuole dirmi di cosa si tratta, questa notte mi ha chiesto quando mi trasferisco alla villa, quando le ho affermato che lo farò fra un paio di giorni mi ha chiesto di venire subito anche lei".
"Cosa? E tu cosa le hai risposto?".
"Che cosa vuoi che le abbia risposto? Le ho detto di sì, era così disperata che non ho avuto il coraggio di dirle di no".
"Capisco".
Hagor guardò l’orologio e gli domandò.
"Sandor dov’è finito tuo fratello?".
"Non saprei".
Sandor e Gorion avevano ormai chiarito la loro situazione e ne avevano fatti partecipe anche gli altri. In quel momento la porta si aprì e apparve Gorion, aveva l’espressione di chi aveva combattuto allungo, guardò Sandor e pensò: (Con che faccia si presenta, e se io dicessi a Hagor quello che ha combinato l’altra notte? Non avrebbe una faccia così tranquilla). Fu strappato dai suoi pensieri da Hagor.
"Che fai entri o esci?".
Gorion entrò e si piazzò davanti a Sandor e con voce tremante gli disse.
"Sandor io ho sentito tutto, come hai potuto?".
"Anch’io quando tu e Lisa vi siete amati ho sentito, ma non ho fatto tutte queste storie>>.
"Sì, ma Lisa non è la sorella del mio migliore amico".
"È vero, ma io amo Angelica, e lei ama me, e anche se voi vi opporrete noi, ci ameremo lo stesso, sono sicuro che Hagor lo capisce benissi">>.
Sandor sia Gorion, si girarono verso di lui, che assistendo alla sena per poco non si metteva a ridere, sospirò e disse.
"Gorion lo sappiamo da qualche tempo che tuo fratello e mia sorella si amano, quindi non possiamo fare altro che accettare ciò che ne consegue, sono sicuro che Sandor renderà felice la nostra Angelica", si alzò e aggiunse: "E con questo l’argomento è chiuso. Vogliamo andare signori".
Non aspettò la risposta degli altri due.
Astra lasciò tardi il palazzo, si era svegliata tra le braccia di Hagor, e aveva fatto colazione con Angelica, ascoltò le confidenze dell’amica poi annunciò la decisione presa con Hagor di vivere insieme, Angelica rimase sorpresa per un istante poi accettò l’idea, tanto più che anche lei già faceva lo stesso con Sandor, ma rimase sorpresa nel sentire la risposta, quando chiese ad Astra, cosa avrebbero detto i suoi genitori una volta annunciata la notizia, infatti, Astra le disse.
"Non lo so, certo lo dirò alla mamma, ma per quanto riguarda mio padre che se impicchi ".
"Astra, io capisco avere un buon rapporto con proprio padre non né facile, io ne so qualcosa, ma è pur sempre tuo padre".
"Angelica vorrei poterti spiegare, ma non sono pronta a farlo, né con te né con Hagor, che amo più della mia vita".
Vedendola a disagio Angelica non insistette, e le chiese.
"Come sei rimasta d’accordo con Hagor?".
"Hagor vuole che lo raggiunga qui a palazzo, perché desidera andare alla villa insieme", poi prendendole le mani aggiunse: "Angelica ma ci pensi entro questa sera sarà libera, non è meraviglioso?".
"Non capisco cosa vuoi dire, ma lo è di sicuro per te, hai detto questa sera?".
"Sì, al massimo domani mattina".
"D’accordo allora ti aspetterò per darti il benvenuto in famiglia".
Si abbracciarono poi Angelica era tornata nella sua stanza e Astra dopo d’essersi vestita tornò a casa, cercò la madre e quando la trovò in giardino, attirò la sua attenzione salutandola.
"Ciao mamma".
"Ciao tesoro, hai già fatto colazione cara?".
"Si con Angelica, mamma dovrei parlati di una cosa importante, puoi rimandare quello che stati facendo per favore".
"Ma certo cara, sediamo sotto il pergolato".
Astra seguì sua madre, si sedettero una accanto all’altra, la ragazza si sentiva un po’ tesa, fece un respiro profondo poi esordì.
"Mamma, questa sera tornerò a palazzo per raggiungere il mio fidanzato, e in seguito insieme con lui ci trasferiremo a casa sua, anzi a casa nostra".
"Non credo d’aver capito, vuoi spiegarti meglio?", le chiese la madre sorpresa.
"Va bene mamma, dunque le cose stanno in questo modo: il principe Hagor ed io ci….". Astra raccontò alla madre com’era arrivata alla decisione d’andare a vivere con Hagor. All’inizio la donna cercò di farle cambiare idea, ma nel vederla così decisa si rassegnò anche perché la giovane le promise che presto lei e Hagor si sarebbero sposati. Acconsenti anche all’ultima richiesta della figlia, anche se non ne capiva il motivo, infatti, Astra le chiese, "Mamma, c’è un’altra cosa che ti chiedo, nel caso che io questa sera non raggiunga il palazzo, prima che papà torni a casa, non dirgli nulla, aspetta che sia io a dirti quando è il momento giusto, prego promettilo?".
"Va bene farò come mi chiedi, anche se non ne capisco il motivo".
"Un giorno ti spiegherò tutto, ma ora devi accontentarti di fidarti di me", le disse Astra dispiaciuta.
"Va bene cara", le rispose la madre abbracciandola.
La madre d’Astra era rimasta a rimuginare tutto il giorno su ciò che la figlia le aveva detto, all’inizio era rimasta sorpresa e pensava ancora che forse la figlia commettesse un errore. Poi in fondo l’idea che presto la ragazza sarebbe stata una principessa le fece cambiare idea; ciò che non comprendeva il perché la ragazza non volesse parlarne con il padre, da molto tempo, Caterina, aveva capito che la figlia era risentita nei confronti del padre, anche se non ne capiva il motivo. Quando il marito tornò, capì subito che c’era qualcosa che la rendeva allegra, le chiese se la figlia era tornata, ascoltato la risposta le domandò cosa la rendesse così vivace, in un primo momento lei pensò di non rispondere poi gli raccontò ogni cosa, ma la reazione dell’uomo la sorprese, appena lei finì di parlare lui si precipitò fuori della stanza e corse in quella della figlia. Era così sorpresa che si riscosse solo quando sentì le grida della figlia, allora si precipitò nella stanza della ragazza e la scena che vide la sconvolse, l’uomo che amava, il padre di sua figlia, stava violando la sua bambina, doveva fermarlo prese il vaso di fiori sul mobile e lo ruppe intesta all’uomo con tutte le sue forze, lui si accasciò sul corpo della ragazza che si liberò del suo peso. Caterina si avvicinò alla figlia e la strinse, quando la ragazza smise di tremare, le sussurrò.
"Mi dispiace mamma io non volevo, ma lui".
"Certo che tu non volevi, e quella che deve dispiacersi sono io che non ho capito, dimmi è la prima volta che lui?".
"No, la seconda, la prima fu…", Astra le raccontò ogni cosa, e ora lei capiva perché la figlia si era isolata, e perché ogni volta che non tornava a casa per una gita, diceva sempre che la sua compagnia era di sole ragazze, e le raccontò delle lunghe giornate passate alla villa, e di com’era cambiato tutto quando nella sua vita era apparso Hagor, e di come lui la facesse sentire libera e felice. Furono interrotte da un gemito proveniente dall’uomo che giaceva sul letto, allora la madre le disse d’andarsene e di fare un bagno caldo, che lei avrebbe sistemato le cose con quel mostro, le affermò che avrebbe chiamato il palazzo per avvisare che lei vi sarebbe andata il giorno dopo, ma Astra le affermò che non importava perché erano già d’accordo in quel modo. Astra aveva di nuovo messo la vestaglia e si stava dirigendo verso una delle camere degli ospiti, quando nella sua mente si fece largo la frase di sua madre, “Domani mattina andrai a palazzo e ti scorderai tutta questa brutta storia”. No lei non sarebbe andata a palazzo, lei non sarebbe andata più in nessun posto, come poteva tornare tra le braccia di Hagor così sporca e mentire su ciò che era accaduto quella sera, non aveva più la forza per ricominciare a vivere come se nulla fosse accaduto. Cambiò direzione, andò in cucina, nessuno la notò, prese un coltellino, piccolo e affilatissimo e tornò indietro, entrò nella prima camera per gli ospiti e andò in bagno, riempita la vasca d’acqua calda, vi si lasciò scivolare dentro. L’acqua calda era piacevole sul suo corpo dolorante, ma non sarebbe bastata a toglierle il sudiciume che l’uomo che lei avrebbe dovuto chiamare padre le aveva lasciato a dosso; prese il coltellino fra le mani, lo guardò per un lungo momento, poi sussurrò.
"Perdonami Hagor amore mio, ma non posso tornare da te così sporca".
Posò il coltellino sul polso e lo premette finché la lama tagliò la pelle e le vene, fece la stessa cosa anche sull’altro polso, immerse le braccia dentro l’acqua e lasciò che la vita le scorresse fuori del corpo.
La madre d’Astra l’aveva guardata mentre usciva dalla stanza, poi si girò e vide che ai piedi del letto c’era la pistola del marito la raccolse e aspettò che l’uomo riprendesse i sensi. Il duca di Rosembergher riprese i sensi e si sfiorò la testa, bagnata e insanguinata, si sentiva confuso, si guardò attorno perplesso cercando di ricordare ciò che stava facendo. Poi tutto gli torno alla mente, chiamò la figlia, ma gli rispose la moglie, dicendogli che la ragazza non era più nella stanza, Rosembergher guardò la moglie sorpreso di trovarla li, poi si rese conto in che condizioni era e cominciò a rivestirsi mentre la moglie gli disse, puntandogli l’arma contro.
"Voglio che tu ora prenda i tuoi stracci e te ne vada, tornerai solo quando io e mia figlia ce ne saremo andate, e ti consiglio di non cercare né me né lei, altrimenti finirai i tuoi luridi giorni in galera".
Rosembergher cercò di persuadere la moglie che lui non aveva fatto nulla e cercò di avvicinarsi, ma lei alzò la pistola e fece partire un colpo che passò molto vicino all’orecchio del marito, a quel punto lui andò a prendere un po’ della sua roba e andò nelle scuderie a prendere il proprio cavallo, e prima d’andarsene le disse.
"Tornerò domattina, spero che per allora tu ti sia schiarita le idee".
"Non contarci maledetto".
Aspettò di vederlo allontanarsi poi lentamente rientrò in casa, si sentiva come se le gamme fossero diventate di cemento e che ogni passo fosse uno sforzo troppo grande per lei, però ora doveva accertarsi che sua figlia si fosse ripresa un po’. La cercò nelle varie camere degli ospiti, ma quando la trovò la scena che si parò davanti, era orribile. Astra era immersa in una vasca d’acqua e sangue, gridò aiuto e finalmente la servitù le andò in soccorso, chiamò il medico che cercò di salvare la ragazza in tutti i modi possibili, ma alla fine si dovette arrendere e disse alla madre della giovane di chiamare un sacerdote e di chiamare anche il principe Hagor, poiché la figlia lo invocava disperatamente.
Hagor, Sandor e Gorion tornati dall’accademia fecero credere ad Angelica, che il loro esame era andato male, e le dichiararono la verità solo quando la videro veramente dispiaciuta. Angelica fece finta di non arrabbiarsi, ma non appena i tre giovani si rilassarono li colpì con un pugno sulla spalla, i tre non se la presero, ma Hagor non fece molto caso alla spiegazione che la sorella diede a Sandor. Nella sua mente, cerano ancora le parole d’Astra quando le aveva chiesto d’andare a vivere insieme; si guardò attorno, ma della ragazza non vi era traccia, eppure la sera prima gli era sembrato che Astra non vedesse l’ora di trasferirsi, poi ricordò che lei le aveva detto “Al massimo sarà per il mattino dopo”, fece un respiro profondo e si disse: “Aspetterò domattina per rivederla”. La mattina arrivò e si sentiva irrequieto, Astra non era ancora arrivata e più il tempo passava e più aveva la sensazione che fosse accaduto qualcosa di brutto, quel suo stato di malessere fu notato dalla sorella e da Gorion, che erano con lui all’interno del gazebo; ma quando i due gli chiesero cosa lo turbasse, egli non seppe cosa rispondere. All’improvviso il video telefono d’Angelica suono, la ragazza rimase sorpresa nel vedere nello schermo la madre d’Astra, la donna, le chiese di poter parlare con suo fratello Hagor e lei passò il comunicatore a Hagor. Hagor si era allontanato di qualche passo dal gazebo, la sua espressione divenne d’angoscia, la voce tremava e rispondeva solo a monosillabi. Solo qualche parola per fare poche domande, poi Hagor chiuse la comunicazione e cominciò a correre verso le scuderie, seguito dalla sorella e da Gorion; davanti alle scuderie c’era un calesse già pronto, Hagor non chiese a chi serviva, vi salì sopra prendendo le redini del cavallo e le fece scoccare sulla schiena dell’animale che subito si mosse trascinandosi dietro il calesse, mentre Angelica e Gorion vi salivano al volo. Hagor lanciò il cavallo a tutta velocità e per due volte rischiò di ribaltare il calesse e i suoi occupanti, una volta giunto davanti alla villa dei Rosembergher, tirò le redini bruscamente che il cavallo s’impennò. Scese dal calesse che si muoveva ancora, e solo la prontezza di Gorion impedì che l’animale riprendesse a correre, appena calesse fu ferma Angelica, seguì il fratello all’interno della casa, lo vide in cima alla scala che parlava con la madre d’Astra, cercò di raggiungerlo, ma lui entrò in una stanza e lei non poté seguirlo, così cominciò la sua attesa e quella degli altri.
Anche il duca era rientrato a casa, nella speranza che la moglie si fosse calmata, la sua mente non comprendeva il comportamento della moglie; quando vide il portone aprirsi si alzò, ma la moglie lo fece sedere di nuovo dicendogli.
"Se ti è cara, la vita è meglio che ti siedi e non ti muova", poi rivolta a Hagor, <martedì 9 luglio 2013
SOVRANO FRA LE STELLE ADDIO ASTRA
ADDIO ASTRA
Hagor si stava preparando per festeggiare il suo sedicesimo compleanno, l’anno appena trascorso era stato intenso d’avvenimenti. L’accademia, la casa, Astra, soprattutto lei, anche se in certi momenti faceva molta fatica a comprenderla. In alcuni istanti Astra sembrava spensierata e allegra, come la maggior parte delle ragazze della sua età, ma appena lui accennava al fatto di far sapere a tutti che stavano insieme, lei cominciava a tremare e a piangere disperata affermandogli che nessuno doveva sapere, soprattutto suo padre, Hagor una volta cercò di saperne di più ma lei gli ricordò la sua promessa di non fare domande, così rinunciava. C’era n altro fatto che lo aveva colpito: il comportamento di suo nonno. Improvvisamente il nonno aveva cominciato a trattarlo come uno dei suoi consiglieri, anzi avvolte, lo consultava prima di rivolgersi ai consiglieri, o addirittura non li interpellava nemmeno, seguendo direttamente il consiglio del nipote. Hagor aveva chiesto più volte il perché di tale comportamento, e suo nonno gli aveva risposto che un giovane vede le cose con più chiarezza. Hagor si sentiva come se suo nonno riversasse su di lui le speranze per un futuro equilibrato e di pace per la loro galassia. Avvolte, chiacchieravano per ore e alla fine delle lunghe discussioni, delle quali, l’ultima parola l’aveva sempre Hagor: un giorno però alla fine della discussione Karnak gli disse ridendo, “Sei come il tuo bisnonno Thomas, che voleva sempre aver ragione lui”, poi diventando di colpo serio aggiunse “Il problema che aveva sempre ragione, proprio come te”. Hagor quel giorno era rimasto in silenzio guardando suo nonno che si allontanava.
Sospirò e uscì dalla sua camera e nel corridoio incontrò la sorella e insieme con lei raggiunsero il salone delle feste. Dove il resto del gruppo li stava aspettando, Astra era già arrivata e stava parlando con Silvia, Hagor fu felice di vederla e la invitò a ballare; risero ricordando le parole dell’anno precedente, ma mentre volteggiavano Hagor vide un uomo che li stava osservando, e quando i loro occhi s’incrociarono, Hagor vi lesse un odio profondo, che ricambiò immediatamente, pochi istanti dopo distogliendo lo sguardo dall’uomo disse ad Astra.
"Astra c’è tuo padre".
"Cosa? E dove si trova?".
"È laggiù che parla con mio nonno".
"E ci ha visto?".
"Temo di sì, vuoi che mi allontani?". Hagor la sentì tremare per un momento, poi come se attingesse dalla fonte del coraggio, gli rispose;
"No, sono stanca di nascondermi, sono la tua ragazza e voglio che lo sappiano tutti".
"Ma ne sei sicura?", le domandò lui sorpreso.
"Sì, andiamo a fare una passeggiata", non aspettò la sua risposta e lo trascinò in giardino. Mentre passeggiavano, raggiunsero il gazebo, Astra sentì Hagor irrigidirsi, seguì la direzione del suo sguardo. all’interno del gazebo c’era un’altra coppia intenta a scambiarsi baci e carezze audaci. Anche lei aveva subito riconosciuto la coppia, quindi nel tentativo di calmarlo gli disse: "Hagor non fare nulla", lui la guardò con le sopraciglia aggrottate, "Lo so che è tua sorella, e che ti senti in dovere di proteggerla, ma rifletti un momento, peggioreresti solo le cose se ora vai là e fai una scenata, pensa solo che abbia scelto qualcuno che conosci bene e non uno sconosciuto, ne abbiamo anche parlato ricordi? Insomma lo sai benissimo che Sandor e tua sorella si amano, e ricordati che siamo in debito con lei".
Riflettendoci Hagor comprese che Astra aveva ragione, che i suoi argomenti erano tutti validi, così sospirò e s’incammino all’interno del gazebo. Nel sentire i passi che si avvicinavano Sandor, si allontanò d’Angelica, e quando vide chi si avvicinava impallidì, cercò di spiegarsi ma riuscì a malapena a pronunciare il nome dell’amico, il quale quando gli fu accanto sibilò.
"Falla soffrire e ti giro che non potrai nasconderti in nessun posto, perché io ti troverò".
Sandor rimase pietrificato per qualche istante, poi lentamente si girò verso gli altri tre che ridevano, i suoi occhi incrociarono quelli di Hagor, erano tranquilli e sorridenti, comprese che per l’amico l’argomento era chiuso, ma sapeva anche che ciò che gli aveva detto un momento prima era l’assoluta verità. Pochi istanti dopo furono raggiunti dagli altri, e subito la conversazione si centrò sull’uomo che stava mettendo a ferro e fuoco le terre del sud, fra tutti quello che aveva le idee più desolanti, era Hagor, infatti, affermò.
"Se non lo fermano, distruggerà il pianeta, e con lui l’intera galassia".
"Scusami ma cosa intendi dire fratellino?", gli chiese Angelica.
"Non si accontenterà delle terre del sud, ma cercherà di prendersi il trono della galassia, e questo non sarà un bene", si versò da bere e continuò, "Se i nostri ammiragli non impareranno a capire come ragiona la gente del sud, ci ritroveremmo in un mare di guai, e anche molto seri".
"Tu cosa faresti al loro posto?", gli domandò Gorion.
"Io? Mi comporterei come loro, seguendo le loro regole, gli usi i costumi. Il problema che i nostri ammiragli credono di confrontarsi con persone che seguano le nostre stesse regole, ma non è così: la gente del sud segue delle regole molto crudeli, e i nostri ammiragli non hanno le capacità per affrontarle".
"Stai affermando che sono tutti degli incapaci?". Gli chiese Sandor.
"No, sto solo affermando che sono troppo magnanimi".
"Per me sei troppo tragico Hagor", gli disse Axsterio.
"No, ha ragione lui, vi è anche la possibilità che qualcuno possa sfruttare la situazione a proprio vantaggio"; suggerì Fransuas.
"Vuoi affermare che fra i due litiganti il terzo potrebbe goderne", chiese Astra.
"Esattamente, e non necessariamente deve essere qualcuno della galassia, il terzo incomodo potrebbe venire da un’altra nebulosa a noi conosciuta".
"Ti stai riferendo a re Vega?".
"Sì Hagor, mi riferisco proprio a lui: ha rifiutato ogni aiuto dagli scienziati di tutte le galassie, entro una decina d’anni, il pianeta esploderà, senza tener conto delle conseguenze che comporterà, sulla popolazione, dove andranno gli abitanti di Vega? Pensate anche a quanti meteoriti si formeranno, certo una buona parte brucerà nell’atmosfera dei pianeti, ma la rimanenza ricadrà sui nostri mondi, provate a immaginare ai danni che ci saranno".
Dopo le affermazioni di Fransuas calò il silenzio, ognuno riflette sulle sue argomentazioni, poi Axsterio disse.
"Credo che di questo dovremmo parlare con il nonno".
"Sono d’accordo, ma non questa sera", gli rispose Hagor.
Tutti furono d’accordo e poco dopo Axsterio, Gorion e Fransuas si allontanarono, Hagor e Sandor discussero ancora un po’, Angelica vedendo che i due ragazzi s’intrattenevano a parlare, s’infuso coraggio e fece delle domande molto intime ad Astra, che rimase scossa al punto da non trovare subito le parole per risponderle, Angelica nel vederla turbata, si scusò con lei e di dimenticare ciò che le aveva chiesto. Astra era sì turbata, ma non lo era certo per le sue domande, anche se era sorpresa di sentirle perché lei era convinta che Angelica e Sandor fossero amanti da qualche tempo. Mentre ora scopriva che l’amica era attratta dal desiderio dell’amore, ma n’era anche spaventata e che cercava rassicurazioni da una ragazza della sua età. Ma come poteva rassicurare Angelica? Per Astra il ricordo della sua prima volta era doloroso, guardò Hagor un istante e ricordò le forti emozioni di quel giorno. Le carezze lente, i baci passionali e teneri allo stesso tempo, parole d’amore, sussurrate al suo orecchio da farle venire i brividi, e il desiderio intenso anche quella dolcezza aveva scatenato, allora si dissero che la sua prima volta era avvenuta quel giorno di pioggia alla villa, e così trovò il coraggio di rispondere ad Angelica, che la ringraziò per le sue parole rassicuranti. In quel momento Hagor e Sandor si girarono verso di loro, Hagor le disse che forse era meglio rientrare, prima che suo padre venisse a cercarli, visto che quando si erano guardati, lo sguardo dell’uomo era poco socievole, ma sia Angelica sia Astra gli dissero sia lei si sarebbe fermata a dormire nel palazzo, inoltre Astra alzatasi in piedi lo afferrò per un braccio trascinandolo via.
Astra stava passeggiando al fianco di Hagor, si stavano dirigendo verso la fontana delle rose, ma la sua mente riecheggiava ancora le parole appena pronunciate per rassicurare Angelica, certo aveva mentito affermando che Hagor era stato il primo ma quel giorno aveva davvero provato le emozioni descritte. Alzo lo sguardo su Hagor, si sentiva in colpa per non avergli ancora raccontato la verità su come aveva perso la verginità; ripensò a quella maledetta notte, erano trascorsi quasi tre anni. Ah quel tempo aveva solo quattordicianni: tutto era cominciato quando la sua mamma, era andata ad assistere la madre, sarebbe stato giusto affermare che ansava a controllare che fosse accudita nel modo migliore. Astra ricordava bene le parole che le disse prima di salire in carrozza: “Starò via solo due giorni e una notte, mi raccomando fai la brava e ubbidisci a papà”. Il suo papà, di cui lei si fidava ciecamente, prima di mandarla a scuola le disse: “Ci vediamo questa sera, ricorda che devi far preparare la cena, come fa la mamma, e che la devi sostituire in tutto”, poi si era allontanato a cavallo. Lei naturalmente non aveva capito cosa suo padre intendeva, lei pensava di doversi comportare d’adulta e da padrona da casa, poiché la madre non c’era. Dopo la scuola si fermò un po’ con le amiche, poi salutandole prima del solito era tornata a casa, diede disposizioni per la cena, quando il padre tornò, cenarono e soddisfatto l’uomo le fece i complimenti. Astra si ritirò nella propria stanza, poco dopo suo padre la raggiunse, lei era convinta che fosse andato a darle il bacio della buonanotte, come faceva ogni sera, invece, si tolse la vestaglia e rimase nudo, lei era così sorpresa che non reagì immediatamente, quando lo fece lui, era già sotto le coperte e le ripete, “Devi sostituire tua madre in tutto”. La bocca del padre si appoggiò sulla sua, le infilò una mano fra le gambe e le tolse le mutandine, lei gli domandò cosa stesse facendo, perché le accarezzava l’intimità, ma lui non rispose e la costrinse ad aprire le gambe penetrandola con forza. Astra aveva urlato e lo aveva pregato di smettere, perché le faceva male, ma più lei insisteva più lui vi dava con forza, poi a un tratto suo padre emise un suono, che alle orecchie della ragazza era sinistro, ma finalmente si tolse di dosso e se ne andò soddisfatto. Astra andò in bagno e fece una lunga doccia, si lavò con energia ma continuava a sentirsi sporca, mentre l’acqua le scorreva sul corpo, piangeva. Perché ormai tutti i suoi sogni l’erano stati tolti, come il sogno di trovare un giorno, il principe sul cavallo bianco, ora era tutto finito, ed era così spaventoso; si chiedeva com’era possibile che uomini e donne si toccassero come l’aveva toccata suo padre, e come l’aveva costretta a toccarlo, giurò a se stessa che nessuno l’avrebbe più toccata in quel modo. Una volta tornata in camera cambiò le lenzuola per cancellare ogni traccia di ciò che era accaduto. La mattina non voleva scendere per evitare d’incontrare suo padre, ma lui la mandò a chiamare, facendole sapere che non avrebbe accettato una no come risposta. una volta che si trovò a faccia a faccia, le disse che ciò che era accaduto doveva rimanere un segreto tra loro due, Astra fu d’accordo con lui, ma se si azzardava a toccarla un’altra volta, lei lo avrebbe raccontato a qualcuno. Lui cercò di intimorirla affermando che nessuno le avrebbe creduto, lei allora gli domandò cosa sarebbe successo se invece le avrebbero creduto, dopo un istante, il padre le propose un patto, lui non l’avrebbe più cercata se lei non fosse trovata né un fidanzato né un marito, e lei accettò. Era stato facile a quel tempo accettare e mantenere le condizioni imposte da suo padre, ma inseguito era arrivata Angelica che l’era diventata amica, senza mai chiederle niente del suo strano comportamento, e con Angelica era arrivato anche Hagor, che con la sua tenacia, le aveva fatto sognare di nuovo il principe dei sogni. Ora mentre lo guardava la sua rassomiglianza con il suo bisnonno, era veramente impressionante, a questo punto Astra si chiese, se prima d’innamorarsi di Hagor non si fosse innamorata di Thomas, e quando aveva visto Hagor, non avesse trasferito i suoi sentimenti per Thomas su Hagor, ma a pensarci bene cosa importasse, poiché lei era felice accanto a Hagor. Astra non si era resa conto che ricordando gli eventi di quella terribile notte, aveva cominciato a tremare. E che stava ancora tremando, quando Hagor abbracciandola le domandò.
"Astra amore, che cosa hai?".
"Ti prego amore tienimi stretta a te".
"Sì, senti freddo tesoro?".
"Un poco". Hagor si tolse la giacca e la strinse a se, e fra le sue braccia ad Astra le sembrava che lui potesse proteggerla da ogni cosa e da tutti. Astra si calmò e Hagor la accompagno alla stanza che le avevano riservato e dopo d’averla salutata con un bacio si allontanò. Astra rimase immobile sulla soglia della sua camera poi sentì che il desiderio di stare ancora con lui era più forte che mai. Lo seguì, la porta del salottino era semi aperta, la spinse, e le sembrò di entrare in una stanza dove vi era appena passato un uragano, una matita le finì sotto un piede, la raccolse e la mise su una sedia, chiusa la porta del salottino che dava sul corridoio, entrò nella camera e per poco non scoppio a ridere nel vedere Hagor lottare con la spilla ferma cravatta, chiuse la porta e gli disse.
"Hagor, se ci provassi io?".
"Astra cosa fai qui?", domandò Hagor sorpreso.
"Sono venuta a salvare il mio eroe, che domanda", una volta sfilata la spilla, gli mise le braccia intorno al collo e sulle labbra gli sussurrò: "Visto come sono stata brava? Vuoi vedere come sono altrettanto brava ad aiutarti a spogliarti?".
"Su questo non ho dubbio alcuno, amore mio", le rispose lui.
Molto tempo dopo Astra gli raccontò di ciò che aveva discusso con Angelica, e gli chiese se era arrabbiato per aver mentito alla sorella, sul fatto di non essere il primo, Hagor la rassicurò ancora una volta che a lui non importava, che l’unica cosa che gli importava, era che lei fosse felice con lui, lei gli si strinse contro e i loro corpi ritrovarono la gioia d’amarsi ancora. Astra e Hagor erano di nuovo abbracciati nel silenzio della notte, quando lei gli domandò.
"Hagor quando ti trasferisci alla villa?".
"Tra due di giorni, perché?".
"Posso…", ma non finì la frase.
"Puoi cosa?".
"Venire a vivere con te da subito":
"Astra parli sul serio?".
"Sì".
"Ma cosa diranno i tuoi genitori?".
"Non lo so, e non m’importa, mi dispiace un po’ per mia madre, ma per quanto riguarda quell’uomo, egli per me è già morto da qualche tempo, quindi qualunque cosa dica, non m’importa".
"Astra perdonami, ma io non capisco, si può sapere cosa ti ha fatto tuo padre da indurti a odiarlo tanto?", le chiese Hagor confuso.
Astra comprendeva benissimo le sue perplessità, ma ancora una volta gli disse.
"Hagor ti prego non fare domande, non sono ancora pronta a dirtelo e forse non lo sarò mai, ti prego accontentami".
"Va bene ma ora calmati", le disse Hagor vedendola agitata, poi aggiunse: "Immagino che vorrai tornare a casa, per prendere le tue cose?", lei annuì e Hagor prosegui, "Quando avrai preso la tua roba vieni qua a palazzo, andremmo insieme alla villa, lascerò detto che lascino a tua disposizione la camera di questa sera".
"Farò come dici, ma non preoccuparti: se non mi vedi entro domani sera, perché sarò qui per la colazione del giorno dopo".
"D’accordo amore mio, ma ora dormiamo se non ti dispiace".
Astra come risposta gli diede un bacio dandogli la buonanotte, chiuse gli occhi e si lasciò scivolare nel sonno, pensando che entro due giorni sarebbe stata libera e felice per sempre.
Dopo che Hagor e Astra si erano allontanati, Sandor rimase a fissare il punto in cui i due amici erano scomparsi, era incredulo, quando aveva visto Hagor che si avvicinava al gazzebo, aveva pensato che l’amico reagisse molto male nel vederlo in intimità con Angelica, ma si era limitato ad ammonirlo, Sandor però sapeva bene che la velata minaccia era da prendere seriamente. Era così concentrato che non si accorse che Angelica gli si era avvicinata, si accorse di lei solo quando abbracciandolo, gli disse.
"Sandor, ti amo tanto".
"Anch’io ti amo Angelica".
Si baciò appassionatamente poi Angelica disse a Sandor sorprendendolo.
"Sandor andiamo in camera mia". Sandor la guardò sorpreso, tanto sa non riuscire a parlare, Angelica gli prese la mano e lo portò verso la su stanza da letto. Una volta giunti, Angelica chiuse le porte a chiave e voltandosi gli disse: "Ora sei mio prigioniero".
"Io credevo di esserlo da qualche tempo", le disse sorridendo.
Angelica ricambiò il sorriso, gli si avvicinò e timidamente gli disse.
"Sandor io, non so cosa...", ma Angelica non fini la frase.
"Andra tutto bene", le disse lui rassicurandola, poi le chiese: "Sei sicura di volerlo ora?".
"Sì sono sicura".
"Hai paura?".
"Un poco, ma sono sicura che tu non mi farai male".
"Farti male? No, non potrei mai, e farò solo quello che tu vorrai".
Sandor si rese conto che Angelica era un po’ tesa, la fece sedere sul letto e cominciò ad accarezzarla e a sussurrarle che la amava, lentamente Angelica si rilassò e i timori scomparvero. Per Angelica e per Sandor fu una notte piena d’amore e di passione, il sonno li colse solo quando ormai era sazia l’una dell’altro. Era mattino presto quando Sandor sveglio Angelica, lei si stirò come una gatta, poi gli chiese tirandolo a se.
"Dove stai andando amore mio?".
"Devo raggiungere tuo fratello Hagor e Gorion, oggi abbiamo un esame importante, con questa prova diventeremo comandanti di navetta".
"Sì, ora ricordo".
"Angelica sei felice? Non sei delusa vero?". Le chiese Sandor cambiando discorso.
"È stato bellissimo, e tu sei felice?".
2Immensamente amore mio", rispose Sandor baciandola. Poco dopo Sandor usci dalla camera d’Angelica, andò nella sua stanza si cambio e raggiunse Hagor; lo trovò intento a bere il caffè e a leggere il giornale. Sandor fu felice di essere arrivato per primo, e di trovarlo tranquillo, fino a quel momento era stato in agitazione; sapeva che con molta probabilità suo fratello Gorion aveva sentito le sue stesse emozioni, e che forse le avrebbe raccontate a Hagor. Hagor era tranquillo quindi entrando lo saluto dicendogli.
"Buongiorno, che dice il giornale?>>.
"Bah, le solite cose, dormito bene?".
"Sì, tu?", ma vedendolo preoccupato, gli domandò: "Non sarai preoccupato per l’esame?".
"No, ma per Astra Sì, c’è qualcosa che la tormenta, ma non vuole dirmi di cosa si tratta, questa notte mi ha chiesto quando mi trasferisco alla villa, quando le ho affermato che lo farò fra un paio di giorni mi ha chiesto di venire subito anche lei".
"Cosa? E tu cosa le hai risposto?".
"Che cosa vuoi che le abbia risposto? Le ho detto di sì, era così disperata che non ho avuto il coraggio di dirle di no".
"Capisco".
Hagor guardò l’orologio e gli domandò.
"Sandor dov’è finito tuo fratello?".
"Non saprei".
Sandor e Gorion avevano ormai chiarito la loro situazione e ne avevano fatti partecipe anche gli altri. In quel momento la porta si aprì e apparve Gorion, aveva l’espressione di chi aveva combattuto allungo, guardò Sandor e pensò: (Con che faccia si presenta, e se io dicessi a Hagor quello che ha combinato l’altra notte? Non avrebbe una faccia così tranquilla). Fu strappato dai suoi pensieri da Hagor.
"Che fai entri o esci?".
Gorion entrò e si piazzò davanti a Sandor e con voce tremante gli disse.
"Sandor io ho sentito tutto, come hai potuto?".
"Anch’io quando tu e Lisa vi siete amati ho sentito, ma non ho fatto tutte queste storie>>.
"Sì, ma Lisa non è la sorella del mio migliore amico".
"È vero, ma io amo Angelica, e lei ama me, e anche se voi vi opporrete noi, ci ameremo lo stesso, sono sicuro che Hagor lo capisce benissi">>.
Sandor sia Gorion, si girarono verso di lui, che assistendo alla sena per poco non si metteva a ridere, sospirò e disse.
"Gorion lo sappiamo da qualche tempo che tuo fratello e mia sorella si amano, quindi non possiamo fare altro che accettare ciò che ne consegue, sono sicuro che Sandor renderà felice la nostra Angelica", si alzò e aggiunse: "E con questo l’argomento è chiuso. Vogliamo andare signori".
Non aspettò la risposta degli altri due.
Astra lasciò tardi il palazzo, si era svegliata tra le braccia di Hagor, e aveva fatto colazione con Angelica, ascoltò le confidenze dell’amica poi annunciò la decisione presa con Hagor di vivere insieme, Angelica rimase sorpresa per un istante poi accettò l’idea, tanto più che anche lei già faceva lo stesso con Sandor, ma rimase sorpresa nel sentire la risposta, quando chiese ad Astra, cosa avrebbero detto i suoi genitori una volta annunciata la notizia, infatti, Astra le disse.
"Non lo so, certo lo dirò alla mamma, ma per quanto riguarda mio padre che se impicchi ".
"Astra, io capisco avere un buon rapporto con proprio padre non né facile, io ne so qualcosa, ma è pur sempre tuo padre".
"Angelica vorrei poterti spiegare, ma non sono pronta a farlo, né con te né con Hagor, che amo più della mia vita".
Vedendola a disagio Angelica non insistette, e le chiese.
"Come sei rimasta d’accordo con Hagor?".
"Hagor vuole che lo raggiunga qui a palazzo, perché desidera andare alla villa insieme", poi prendendole le mani aggiunse: "Angelica ma ci pensi entro questa sera sarà libera, non è meraviglioso?".
"Non capisco cosa vuoi dire, ma lo è di sicuro per te, hai detto questa sera?".
"Sì, al massimo domani mattina".
"D’accordo allora ti aspetterò per darti il benvenuto in famiglia".
Si abbracciarono poi Angelica era tornata nella sua stanza e Astra dopo d’essersi vestita tornò a casa, cercò la madre e quando la trovò in giardino, attirò la sua attenzione salutandola.
"Ciao mamma".
"Ciao tesoro, hai già fatto colazione cara?".
"Si con Angelica, mamma dovrei parlati di una cosa importante, puoi rimandare quello che stati facendo per favore".
"Ma certo cara, sediamo sotto il pergolato".
Astra seguì sua madre, si sedettero una accanto all’altra, la ragazza si sentiva un po’ tesa, fece un respiro profondo poi esordì.
"Mamma, questa sera tornerò a palazzo per raggiungere il mio fidanzato, e in seguito insieme con lui ci trasferiremo a casa sua, anzi a casa nostra".
"Non credo d’aver capito, vuoi spiegarti meglio?", le chiese la madre sorpresa.
"Va bene mamma, dunque le cose stanno in questo modo: il principe Hagor ed io ci….". Astra raccontò alla madre com’era arrivata alla decisione d’andare a vivere con Hagor. All’inizio la donna cercò di farle cambiare idea, ma nel vederla così decisa si rassegnò anche perché la giovane le promise che presto lei e Hagor si sarebbero sposati. Acconsenti anche all’ultima richiesta della figlia, anche se non ne capiva il motivo, infatti, Astra le chiese, "Mamma, c’è un’altra cosa che ti chiedo, nel caso che io questa sera non raggiunga il palazzo, prima che papà torni a casa, non dirgli nulla, aspetta che sia io a dirti quando è il momento giusto, prego promettilo?".
"Va bene farò come mi chiedi, anche se non ne capisco il motivo".
"Un giorno ti spiegherò tutto, ma ora devi accontentarti di fidarti di me", le disse Astra dispiaciuta.
"Va bene cara", le rispose la madre abbracciandola.
La madre d’Astra era rimasta a rimuginare tutto il giorno su ciò che la figlia le aveva detto, all’inizio era rimasta sorpresa e pensava ancora che forse la figlia commettesse un errore. Poi in fondo l’idea che presto la ragazza sarebbe stata una principessa le fece cambiare idea; ciò che non comprendeva il perché la ragazza non volesse parlarne con il padre, da molto tempo, Caterina, aveva capito che la figlia era risentita nei confronti del padre, anche se non ne capiva il motivo. Quando il marito tornò, capì subito che c’era qualcosa che la rendeva allegra, le chiese se la figlia era tornata, ascoltato la risposta le domandò cosa la rendesse così vivace, in un primo momento lei pensò di non rispondere poi gli raccontò ogni cosa, ma la reazione dell’uomo la sorprese, appena lei finì di parlare lui si precipitò fuori della stanza e corse in quella della figlia. Era così sorpresa che si riscosse solo quando sentì le grida della figlia, allora si precipitò nella stanza della ragazza e la scena che vide la sconvolse, l’uomo che amava, il padre di sua figlia, stava violando la sua bambina, doveva fermarlo prese il vaso di fiori sul mobile e lo ruppe intesta all’uomo con tutte le sue forze, lui si accasciò sul corpo della ragazza che si liberò del suo peso. Caterina si avvicinò alla figlia e la strinse, quando la ragazza smise di tremare, le sussurrò.
"Mi dispiace mamma io non volevo, ma lui".
"Certo che tu non volevi, e quella che deve dispiacersi sono io che non ho capito, dimmi è la prima volta che lui?".
"No, la seconda, la prima fu…", Astra le raccontò ogni cosa, e ora lei capiva perché la figlia si era isolata, e perché ogni volta che non tornava a casa per una gita, diceva sempre che la sua compagnia era di sole ragazze, e le raccontò delle lunghe giornate passate alla villa, e di com’era cambiato tutto quando nella sua vita era apparso Hagor, e di come lui la facesse sentire libera e felice. Furono interrotte da un gemito proveniente dall’uomo che giaceva sul letto, allora la madre le disse d’andarsene e di fare un bagno caldo, che lei avrebbe sistemato le cose con quel mostro, le affermò che avrebbe chiamato il palazzo per avvisare che lei vi sarebbe andata il giorno dopo, ma Astra le affermò che non importava perché erano già d’accordo in quel modo. Astra aveva di nuovo messo la vestaglia e si stava dirigendo verso una delle camere degli ospiti, quando nella sua mente si fece largo la frase di sua madre, “Domani mattina andrai a palazzo e ti scorderai tutta questa brutta storia”. No lei non sarebbe andata a palazzo, lei non sarebbe andata più in nessun posto, come poteva tornare tra le braccia di Hagor così sporca e mentire su ciò che era accaduto quella sera, non aveva più la forza per ricominciare a vivere come se nulla fosse accaduto. Cambiò direzione, andò in cucina, nessuno la notò, prese un coltellino, piccolo e affilatissimo e tornò indietro, entrò nella prima camera per gli ospiti e andò in bagno, riempita la vasca d’acqua calda, vi si lasciò scivolare dentro. L’acqua calda era piacevole sul suo corpo dolorante, ma non sarebbe bastata a toglierle il sudiciume che l’uomo che lei avrebbe dovuto chiamare padre le aveva lasciato a dosso; prese il coltellino fra le mani, lo guardò per un lungo momento, poi sussurrò.
"Perdonami Hagor amore mio, ma non posso tornare da te così sporca".
Posò il coltellino sul polso e lo premette finché la lama tagliò la pelle e le vene, fece la stessa cosa anche sull’altro polso, immerse le braccia dentro l’acqua e lasciò che la vita le scorresse fuori del corpo.
La madre d’Astra l’aveva guardata mentre usciva dalla stanza, poi si girò e vide che ai piedi del letto c’era la pistola del marito la raccolse e aspettò che l’uomo riprendesse i sensi. Il duca di Rosembergher riprese i sensi e si sfiorò la testa, bagnata e insanguinata, si sentiva confuso, si guardò attorno perplesso cercando di ricordare ciò che stava facendo. Poi tutto gli torno alla mente, chiamò la figlia, ma gli rispose la moglie, dicendogli che la ragazza non era più nella stanza, Rosembergher guardò la moglie sorpreso di trovarla li, poi si rese conto in che condizioni era e cominciò a rivestirsi mentre la moglie gli disse, puntandogli l’arma contro.
"Voglio che tu ora prenda i tuoi stracci e te ne vada, tornerai solo quando io e mia figlia ce ne saremo andate, e ti consiglio di non cercare né me né lei, altrimenti finirai i tuoi luridi giorni in galera".
Rosembergher cercò di persuadere la moglie che lui non aveva fatto nulla e cercò di avvicinarsi, ma lei alzò la pistola e fece partire un colpo che passò molto vicino all’orecchio del marito, a quel punto lui andò a prendere un po’ della sua roba e andò nelle scuderie a prendere il proprio cavallo, e prima d’andarsene le disse.
"Tornerò domattina, spero che per allora tu ti sia schiarita le idee".
"Non contarci maledetto".
Aspettò di vederlo allontanarsi poi lentamente rientrò in casa, si sentiva come se le gamme fossero diventate di cemento e che ogni passo fosse uno sforzo troppo grande per lei, però ora doveva accertarsi che sua figlia si fosse ripresa un po’. La cercò nelle varie camere degli ospiti, ma quando la trovò la scena che si parò davanti, era orribile. Astra era immersa in una vasca d’acqua e sangue, gridò aiuto e finalmente la servitù le andò in soccorso, chiamò il medico che cercò di salvare la ragazza in tutti i modi possibili, ma alla fine si dovette arrendere e disse alla madre della giovane di chiamare un sacerdote e di chiamare anche il principe Hagor, poiché la figlia lo invocava disperatamente.
Hagor, Sandor e Gorion tornati dall’accademia fecero credere ad Angelica, che il loro esame era andato male, e le dichiararono la verità solo quando la videro veramente dispiaciuta. Angelica fece finta di non arrabbiarsi, ma non appena i tre giovani si rilassarono li colpì con un pugno sulla spalla, i tre non se la presero, ma Hagor non fece molto caso alla spiegazione che la sorella diede a Sandor. Nella sua mente, cerano ancora le parole d’Astra quando le aveva chiesto d’andare a vivere insieme; si guardò attorno, ma della ragazza non vi era traccia, eppure la sera prima gli era sembrato che Astra non vedesse l’ora di trasferirsi, poi ricordò che lei le aveva detto “Al massimo sarà per il mattino dopo”, fece un respiro profondo e si disse: “Aspetterò domattina per rivederla”. La mattina arrivò e si sentiva irrequieto, Astra non era ancora arrivata e più il tempo passava e più aveva la sensazione che fosse accaduto qualcosa di brutto, quel suo stato di malessere fu notato dalla sorella e da Gorion, che erano con lui all’interno del gazebo; ma quando i due gli chiesero cosa lo turbasse, egli non seppe cosa rispondere. All’improvviso il video telefono d’Angelica suono, la ragazza rimase sorpresa nel vedere nello schermo la madre d’Astra, la donna, le chiese di poter parlare con suo fratello Hagor e lei passò il comunicatore a Hagor. Hagor si era allontanato di qualche passo dal gazebo, la sua espressione divenne d’angoscia, la voce tremava e rispondeva solo a monosillabi. Solo qualche parola per fare poche domande, poi Hagor chiuse la comunicazione e cominciò a correre verso le scuderie, seguito dalla sorella e da Gorion; davanti alle scuderie c’era un calesse già pronto, Hagor non chiese a chi serviva, vi salì sopra prendendo le redini del cavallo e le fece scoccare sulla schiena dell’animale che subito si mosse trascinandosi dietro il calesse, mentre Angelica e Gorion vi salivano al volo. Hagor lanciò il cavallo a tutta velocità e per due volte rischiò di ribaltare il calesse e i suoi occupanti, una volta giunto davanti alla villa dei Rosembergher, tirò le redini bruscamente che il cavallo s’impennò. Scese dal calesse che si muoveva ancora, e solo la prontezza di Gorion impedì che l’animale riprendesse a correre, appena calesse fu ferma Angelica, seguì il fratello all’interno della casa, lo vide in cima alla scala che parlava con la madre d’Astra, cercò di raggiungerlo, ma lui entrò in una stanza e lei non poté seguirlo, così cominciò la sua attesa e quella degli altri.
Anche il duca era rientrato a casa, nella speranza che la moglie si fosse calmata, la sua mente non comprendeva il comportamento della moglie; quando vide il portone aprirsi si alzò, ma la moglie lo fece sedere di nuovo dicendogli.
"Se ti è cara, la vita è meglio che ti siedi e non ti muova", poi rivolta a Hagor, <
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