GRAZIE AURORA
Angelica aveva organizzato una cena, prenotando nel locale preferito dalla famiglia, desiderava che la sera prima della partenza dei suoi cari fosse speciale, con suo sommo piacere avevano accettato tutti, inoltre aveva invitato anche una sua nuova amica di nome Aurora. Era l’unica figlia di una conoscente di sua madre, e nonostante che la ragazza fosse più grande di lei, Angelica aveva legato subito, quando le fece l’invito, la giovane aveva subito accettato. La carrozza si fermò accanto alla passerella del Falco, Karnak, Sandor Angelica e Aurora salirono a bordo, ma sulla nave regnava il silenzio, se l’equipaggio non fosse stato riunito sul ponte, la nave sembrava deserta, tutti stavano guardando su verso la cima dell’albero di maestra, Karnak si guardò su, ma non riconobbe i due che si stavano arrampicando, si guardò attorno e avvicinandosi all’uomo che sembrava essere un ufficiale, gli domandò.
"Mi scusi sto cercando il comandante è a bordo?".
Neb girò il capo verso di lui e lo guardò perplesso, poi lentamente capì che aveva davanti sussurrando rispose.
"Si vostra maestà".
"Immagino che sia nella sua cabina", Karnak s’incamminò verso la cabina di Hagor ma Neb lo fermò dicendogli:
"No, non è nella sua cabina".
"E allora dov’è".
Neb stava per rispondere quando Angelica disperata si attaccò al suo braccio e gli disse.
"Nonno, fallo scendere, io ho paura".
Karnak alzò gli occhi e finalmente riconobbe il nipote, sbiancò quando lo vide camminare sulla trave, Neb gli impedì di chiamarlo suggerì a Sandor d’impedire ad Angelica di gridare, a un tratto l’uomo che si trovava sulla trave opposta a quella di Hagor perse l’equilibrio e urlando cadde in acqua, il ragazzo tornò in dietro e percorse la trave dell’altro uomo e si tuffò riemergendo poco dopo con l’uomo che respirava a fatica. Gli altri marinai accorsero e aiutarono Hagor a issare l’uomo sul molo, anche Angelica corse e tutta trafelata domandò al fratello.
"Hagor stai bene?".
"Certo sorellina".
"Hagor, che ti è saltato in mente di salire la su?", domandò Karnak.
Hagor comprese che se avesse dichiarato la verità, suo nonno si sarebbe arrabbiato molto, così gli rispose che doveva controllare una cosa importante. Angelica lo squadrò e gli chiese se fosse proprio necessario che salisse lui la su, Hagor stava per rispondere quando Sandor s’intromise per dargli una mano, affermando che qualche volta un comandante deve agire di persona, e Hagor confermò la sua affermazione, Angelica e Karnak dovettero accettare la spiegazione dei due giovani, poi Hagor si ritirò nella sua cabina per cambiarsi.
Hagor quando si diresse verso la sua cabina per poco non andò a sbattere contro Aurora, in quell’istante sentì il suo corpo reagire, non credeva che un giorno riavrebbe potuto desiderare di nuovo una donna, n’era così sorpreso che non provò nemmeno a respingere quelle straordinarie sensazioni.
Aurora era rimasta affascinata dalla gara che si stava svolgendo, il giovane che stava gareggiando l’aveva intrigata dal primo momento, come tutti provò un lungo brivido quando lui si tuffò per salvare l’uomo che era caduto in acqua. Aveva seguito Angelica, stentò a seguire la conversazione dei due, ma quando fu abbastanza vicino al ragazzo, riconobbe il fratello minore d’Angelica, e quando Hagor si girò, verso di lei provò una forte emozione, ma senza rendersene conto lei aveva esaminato il corpo di Hagor. Forte muscoloso ben proporzionato, arrossì all’idea di poter stare fra le sue braccia, e desiderò che la baciasse, persino di fare l’amore con lui, quei pensieri la sconvolsero era la prima volta che desiderava fare l’amore con qualcuno, possibile che quello che Angelica le aveva detto fosse vero? Si domandò mentre seguiva con lo sguardo Hagor, quanto avrebbe voluto essere con lui.
Aurora era venuta a trovare sua madre, ma si era stabilita nella casa di suo marito; l’uomo benché fosse d’aspetto giovanile, era più vecchio di lei di venti anni. Nessuno certo l’aveva obbligata, ma in un certo senso era stata influenzata da sua madre, che fin da piccola le ripeteva, che per una donna era molto meglio sposare un uomo più vecchio: inoltre sua madre le aveva ripetuto così tante volte che l’amore non esisteva, che il desiderio dei sensi e tutte le emozioni che la gente affermava di provare erano solo delle belle invenzioni da giornaletti rosa, che alla fine lei vi aveva creduto. Quando l’amico del padre, le chiese di sposarlo, lei aveva accettato; l’uomo naturalmente si era innamorato di lei a prima vista, ma per Aurora non era stato così, lei seguiva solo ciò che l’era stato inculcato. Per Aurora la prima notte di nozze era stata un po’ come una pratica d’accantonare, nonostante che fosse la prima volta che stava con un uomo, non provò nulla di straordinario, in seguito non si era mai sottratta ai suoi doveri matrimoniali, ma non mostrava mai passione in quei momenti. Il marito perplesso, cominciò a pensare che fosse frigida, e pensò che forse sarebbe stato meglio per lei allontanarsi un po’ da lui, anche perché in quel periodo lui aveva bisogno di allontanarsi dal pianeta per alcuni affari importanti, e non poteva portala con lui, così l’aveva mandata nella loro casa a Semiramide. Una volta arrivata a Semiramide, sua madre l’aveva introdotta a corte, poiché, la madre d’Aurora era un’amica della principessa Mirian, una volta giunta a palazzo la giovane aveva conosciuto Angelica ed erano diventate amiche. Andavano d’accordo su molti argomenti: come letteratura, arte, scienza, ma quando parlavano dell’amore, le cose non andavano molto bene, Angelica parlava dell’amore con un’espressione sognate, mentre lei affermava che la giovane amica s’illudeva di prova ciò che diceva. Angelica dopo d’aver ripetuto le sue idee, decise, per dimostrarle che aveva ragione di invitarla alla cena di commiato per la partenza dei membri maschili della famiglia, Aurora aveva accettato volentieri, per non passare l’ennesima sera da sola. Aurora una volta giunta alla nave e salita a bordo aveva seguito lo sguardo dei marinai, e rimase affascinata dalla gara che vi stava svolgendo. Esaminò i due avversari, e nell’osservare il giovane che si arrampicava, provò un lungo brivido; quando l’avversario del giovane cadde, urlò spaventata, ma subito dopo provò ammirazione per l’audacia del giovane che si era tuffato per salvare l’uomo, quando il giovane riemerso trascinandosi dietro l’uomo caduto in mare lei e Angelica lo raggiunsero, in quel momento lo riconobbe, Hagor, il fratello minore d’Angelica. Aurora provò delle emozioni mai provate, senti il cuore sobbalzare e un lungo brivido le trapassò l’anima, e la riempì di calore, non sapeva che cosa era né perché provasse quella sensazione, ma ne assaporò ogni istante, e quando Hagor le passò accanto per tornare a bordo avrebbe voluto seguirlo, non ne capiva il motivo, ma lo avrebbe fatto molto volentieri.
Hagor aveva lanciato uno sguardo veloce nella direzione d’Aurora, e in lui in quell’istante si risvegliarono sensazioni, che credeva non gli appartenessero più, dopo la morte d’Astra. Ora invece, mentre era sotto la doccia, pensava alla ragazza in compagnia della sorella, si sentiva felice e colpevole allo stesso tempo, l’amore per Astra era ancora ben presente in lui, ma il suo corpo sembrava volerlo ignorare, ogni fibra del suo corpo desiderava poter toccare il corpo di quella ragazza; fu in quel preciso momento che comprese d’essere ancora vivo, e che era veramente pronto per incontrare forse di nuovo l’amore. Hagor quando raggiunse gli altri si sentiva più sereno, porse il braccio ad Aurora e cominciò a chiacchierare con lei. Vedendo che la ragazza non si tirava indietro, cominciò a corteggiarla, naturalmente non trascuro i suoi famigliari, e poiché il locale scelto d’Angelica aveva una pista da ballo, invitò a ballare tutte le donne presenti al tavolo, ma tenne per ultima Aurora. Quando arrivarono al centro della pista da ballo Hagor, afferrò Aurora per la vita e la fece aderire al suo corpo, Aurora gli ristrinse contro facendo aderire la sua guancia contro quella di lui; Hagor posò le sue labbra contro il suo orecchio, le socchiuse e il suo respiro caldo le sfiorò l’orecchio. Aurora provò un lungo brivido: il fremito continuò anche quando le labbra di Hagor, quasi sfiorarono le sue, desiderò che la baciasse, ma il bacio da lei desiderato non venne, la musica cambiò e Hagor con voce rauca le disse.
"Andiamocene?". Lei annui, tornati al tavolo e recuperato lo scialle e la borsa, s’inventarono una scusa, affermando che Aurora non si sentiva bene, Hagor disse agli altri che l’avrebbe accompagnata, e che si sarebbero rivisti l’indomani sulla nave. Usciti dal locale Hagor fermo una carrozza e una volta che furono l’uno accanto all’altra, sussurro: "Sì?", lei gli rispose con un altro sì, non cerano bisogno d’altre parole. Hagor la attirò verso di lui e fece aderire le sue labbra a quelle d’Aurora, il bacio fu così voluttuoso che non si accorsero d’essersi fermati finché il conducente non bussò allo sportello della carrozza, scesero in fretta ed entrarono in casa Aurora fra un bacio e l’atro portò Hagor verso la sua camera, una volta entrati e richiusa la porta, Aurora perse, la nozione del tempo e della realtà. Aurora in quel momento stava conoscendo il delirio dei sensi, e le emozioni di cui la madre negava l’esistenza; quando il delirio finì e la realtà riprese il suo equilibrio, respirava con affanno, mentre la sua mente aveva un unico pensiero: ciò che aveva appena vissuto era incredibile, ripensò alle parole d’Angelica e comprese che la giovane amica aveva regione. Hagor in quel momento era combattuto tra sentirsi colpevole d’aver tradito Astra e la gioia di sentirsi di nuovo vivo. Astra era stata, il suo primo amore, e quando lei era morta, aveva pensato che non avrebbe mai desiderato un’altra donna, perché quella parte era morta con lei, ma ora si accorgeva che era solo rimasta assopita, pronta a risvegliarsi con una forza irresistibile. Inoltre si accorse che pensare ad’Astra non era più doloroso, comprese che il dolore era stato sostituito da una dolce malinconia, causata dai ricordi, la rabbia, però era ancora lì, ben rinchiusa nella sua mente e nel cuore. I pensieri di Hagor furono interrotti da un movimento d’Aurora, la osservò un istante, era così diversa d’Astra, i capelli erano castani chiari, gli occhi grigio perla, e il viso leggermente appuntito; Aurora si girò verso di lui e sorrise, lui ricambiò il sorriso e infine le chiese.
"Va tutto bene Aurora?".
"Sì, e tu stai bene?".
"Sì, va tutto bene".
"Hagor, chissà cosa pensi ora di me?", domandò con un sussurro lei.
"Non penso nulla".
"Davvero?", lui annuì, "Ne sono contenta, sai è la prima volta che mi comporto in questo modo, voglio dire", ma non finì la frase.
"Aurora, non giustificarti, non con me al meno", le disse lui.
"Chissà a quante donne lo hai già detto, oltre a me?".
"Ti sbagli, tu sei la prima cui lo dico". Hagor fece una pausa poi aggiunse: "Dopo la morte della mia ragazza, tu sei la prima donna che", ma non finì la frase.
Aurora comprese di dover cambiare discorso, parlarono ancora un po’ poi il desiderio li prese di nuovo e si unirono. La luce del sole entrò dalla finestra illuminando la stanza, l’aria profumava di nuovo, e Aurora assaporò quel profumo, sentendosi felice. Anche se pensava che la notte appena trascorsa era stata solo un sogno, ma il corpo cui era abbracciata emanava un calore e un profumo da inebriarla, come aveva fatto per tutta la notte, aprì gli occhi, il suo sguardo percorse il corpo dell’uomo che le stava accanto procurandole un lungo brivido che la scosse tutta. Si alzò per chiudere le tende, pensando a quanto era felice, ma proprio nel momento in cui stava per chiudere, ricordò che il suo compagno avrebbe dovuto prendere il mare quella mattina, e che con molta probabilità avrebbe dovuto essere sulla nave, lo chiamò mentre tornava verso il letto; Hagor non gli rispose, lei torno a chiamarlo e a scuoterlo dicendogli:
"Hagor, tesoro, svegliati è tardi", Aurora rimase un attimo, sorpresa, lo aveva chiamato tesoro, l’era venuto naturale, sentì il cuore batterle forte, era dunque questo l’amore? Un’emozione così forte da lasciare senza respiro? Guardò ancora un istante Hagor felice e allo stesso tempo triste, perché lo aveva avuto e perso nello stesso istante, sospirò chiamandolo ancora, "Dai Hagor devi svegliarti, su è tardi".
Hagor prese il cuscino e lo mise in testa dicendole:
"Lasciami dormire ancora un po’, non me lo merito forse?".
Aurora s’indignò e rimproverandolo gli disse.
"Mascalzone alzati immediatamente, e smettila di fare il bambino, altrimenti vedi che cosa ti faccio".
Hagor la afferrò e facendola roteare su se stessa le disse.
"Sentiamo cosa vorresti farmi? Baciarmi forse?".
Hagor non le diede modo di rispondere perché si chinò su di lei e la baciò; quando il bacio finì lei, sussurro:
"Oh Hagor vorrei che tu rimanga ancora con me, ma devi andare".
"Hai ragione, è tardi, ma non volevo andarmene prima d’averti ringraziato".
"Perché mi ringrazi? Io non capisco".
"Per avermi ricordato di essere ancora vivo", terminò Hagor baciandola di nuovo.
Aurora ora era sola, piangeva silenziosamente, com’era stato crudele il destino, le aveva concesso d’incontrare l’amore, ma allo stesso tempo glielo aveva portato via: nel momento stesso che Hagor le aveva detto grazie, lei aveva capito che lui non l’avrebbe mai amata come lei lo amava. Lasciò che le lacrime si esaurissero poi si alzò per andare da lui a dargli l’ultimo saluto.
Aurora aveva ragione, era veramente tardi, pensò Hagor mentre la carrozza si fermava davanti alla passerella della sua nave, tra poco il nonno e gli altri sarebbero arrivati e lui era ancora in abito da sera. Scambiò qualche parola con uno dei marinai poi si diresse verso la sua cabina, in quel momento la figura massiccia di Dev Norton gli si parò davanti; Hagor si era dimenticato di lui, ma fu pronto a chiedergli:
"Come sta signor Norton?".
"Bene signore, grazie a lei".
"Mi fa piacere".
"Comandante volevo informarla che gli armamenti sono in piena efficienza".
"La ringrazio, devo dedurre che lei parte con noi signor Norton?".
"Sì, sempre che lei sia d’accordo, signore?".
"Non vedo alcun motivo per non esserlo, signor Norton".
"Allora siamo d’accordo, e comandante mi chiami semplicemente Dev, la prego".
"Siamo d’accordo Dev".
Hagor strinse la mano all’uomo, ebbe appena il tempo di cambiarsi d’abito e di bere una tazza di caffè, che gli fu annunciato l’arrivo dei passeggeri. Con Karnak, Wiliam e Axsterio, naturalmente c’erano anche il resto della famiglia, e gli amici. Maria appena lo vide fece di tutto per farsi prendere in braccio, Hagor non si fece di certo pregare, poi si mise a parlare con sua madre, la loro conversazione durò parecchio; Hagor voleva risolvere il problema di Gorion e di Sandor, causato da Virgia, non che il problema che la donna causava a sua sorella Angelica. Miriam rimase sorpresa dalle rivelazioni di Hagor, ma sapeva che il figlio non le stava raccontando delle bugie, e alla fine gli promise che avrebbe chiarito tutto con Virgia. Hagor fu soddisfatto e lasciò la madre in compagnia del padre, salutò Sandor e Gorion, senza però accennare il fatto d’aver parlato di loro con la madre, salutò la sorella e in fine salutò Aurora, stava ancora parlando con lei quando suo nonno avvicinatosi, gli disse.
"Hagor, non ti sembra ora di salpare?".
"Sì nonno, hai ragione".
Hagor invitò i visitatori a scendere, Maria fece qualche capriccio perché non voleva lasciarlo, ma alla fine Hagor con l’aiuto di Sandor riuscì a convincerla ad andare con Mirian. Una volta scesi tutti, la voce di Hagor cambiò tono diventando autoritaria nell’ordinare d’accendere i motori e di mandarli indietro tutta, lentamente la nave presa, il largo puntando verso sud.
domenica 2 febbraio 2014
(UN SOVRANO FRA LE STELLE--GRAZIE AURORA
GRAZIE AURORA
Angelica aveva organizzato una cena, prenotando nel locale preferito dalla famiglia, desiderava che la sera prima della partenza dei suoi cari fosse speciale, con suo sommo piacere avevano accettato tutti, inoltre aveva invitato anche una sua nuova amica di nome Aurora. Era l’unica figlia di una conoscente di sua madre, e nonostante che la ragazza fosse più grande di lei, Angelica aveva legato subito, quando le fece l’invito, la giovane aveva subito accettato. La carrozza si fermò accanto alla passerella del Falco, Karnak, Sandor Angelica e Aurora salirono a bordo, ma sulla nave regnava il silenzio, se l’equipaggio non fosse stato riunito sul ponte, la nave sembrava deserta, tutti stavano guardando su verso la cima dell’albero di maestra, Karnak si guardò su, ma non riconobbe i due che si stavano arrampicando, si guardò attorno e avvicinandosi all’uomo che sembrava essere un ufficiale, gli domandò.
"Mi scusi sto cercando il comandante è a bordo?".
Neb girò il capo verso di lui e lo guardò perplesso, poi lentamente capì che aveva davanti sussurrando rispose.
"Si vostra maestà".
"Immagino che sia nella sua cabina", Karnak s’incamminò verso la cabina di Hagor ma Neb lo fermò dicendogli:
"No, non è nella sua cabina".
"E allora dov’è".
Neb stava per rispondere quando Angelica disperata si attaccò al suo braccio e gli disse.
"Nonno, fallo scendere, io ho paura".
Karnak alzò gli occhi e finalmente riconobbe il nipote, sbiancò quando lo vide camminare sulla trave, Neb gli impedì di chiamarlo suggerì a Sandor d’impedire ad Angelica di gridare, a un tratto l’uomo che si trovava sulla trave opposta a quella di Hagor perse l’equilibrio e urlando cadde in acqua, il ragazzo tornò in dietro e percorse la trave dell’altro uomo e si tuffò riemergendo poco dopo con l’uomo che respirava a fatica. Gli altri marinai accorsero e aiutarono Hagor a issare l’uomo sul molo, anche Angelica corse e tutta trafelata domandò al fratello.
"Hagor stai bene?".
"Certo sorellina".
"Hagor, che ti è saltato in mente di salire la su?", domandò Karnak.
Hagor comprese che se avesse dichiarato la verità, suo nonno si sarebbe arrabbiato molto, così gli rispose che doveva controllare una cosa importante. Angelica lo squadrò e gli chiese se fosse proprio necessario che salisse lui la su, Hagor stava per rispondere quando Sandor s’intromise per dargli una mano, affermando che qualche volta un comandante deve agire di persona, e Hagor confermò la sua affermazione, Angelica e Karnak dovettero accettare la spiegazione dei due giovani, poi Hagor si ritirò nella sua cabina per cambiarsi.
Hagor quando si diresse verso la sua cabina per poco non andò a sbattere contro Aurora, in quell’istante sentì il suo corpo reagire, non credeva che un giorno riavrebbe potuto desiderare di nuovo una donna, n’era così sorpreso che non provò nemmeno a respingere quelle straordinarie sensazioni.
Aurora era rimasta affascinata dalla gara che si stava svolgendo, il giovane che stava gareggiando l’aveva intrigata dal primo momento, come tutti provò un lungo brivido quando lui si tuffò per salvare l’uomo che era caduto in acqua. Aveva seguito Angelica, stentò a seguire la conversazione dei due, ma quando fu abbastanza vicino al ragazzo, riconobbe il fratello minore d’Angelica, e quando Hagor si girò, verso di lei provò una forte emozione, ma senza rendersene conto lei aveva esaminato il corpo di Hagor. Forte muscoloso ben proporzionato, arrossì all’idea di poter stare fra le sue braccia, e desiderò che la baciasse, persino di fare l’amore con lui, quei pensieri la sconvolsero era la prima volta che desiderava fare l’amore con qualcuno, possibile che quello che Angelica le aveva detto fosse vero? Si domandò mentre seguiva con lo sguardo Hagor, quanto avrebbe voluto essere con lui.
Aurora era venuta a trovare sua madre, ma si era stabilita nella casa di suo marito; l’uomo benché fosse d’aspetto giovanile, era più vecchio di lei di venti anni. Nessuno certo l’aveva obbligata, ma in un certo senso era stata influenzata da sua madre, che fin da piccola le ripeteva, che per una donna era molto meglio sposare un uomo più vecchio: inoltre sua madre le aveva ripetuto così tante volte che l’amore non esisteva, che il desiderio dei sensi e tutte le emozioni che la gente affermava di provare erano solo delle belle invenzioni da giornaletti rosa, che alla fine lei vi aveva creduto. Quando l’amico del padre, le chiese di sposarlo, lei aveva accettato; l’uomo naturalmente si era innamorato di lei a prima vista, ma per Aurora non era stato così, lei seguiva solo ciò che l’era stato inculcato. Per Aurora la prima notte di nozze era stata un po’ come una pratica d’accantonare, nonostante che fosse la prima volta che stava con un uomo, non provò nulla di straordinario, in seguito non si era mai sottratta ai suoi doveri matrimoniali, ma non mostrava mai passione in quei momenti. Il marito perplesso, cominciò a pensare che fosse frigida, e pensò che forse sarebbe stato meglio per lei allontanarsi un po’ da lui, anche perché in quel periodo lui aveva bisogno di allontanarsi dal pianeta per alcuni affari importanti, e non poteva portala con lui, così l’aveva mandata nella loro casa a Semiramide. Una volta arrivata a Semiramide, sua madre l’aveva introdotta a corte, poiché, la madre d’Aurora era un’amica della principessa Mirian, una volta giunta a palazzo la giovane aveva conosciuto Angelica ed erano diventate amiche. Andavano d’accordo su molti argomenti: come letteratura, arte, scienza, ma quando parlavano dell’amore, le cose non andavano molto bene, Angelica parlava dell’amore con un’espressione sognate, mentre lei affermava che la giovane amica s’illudeva di prova ciò che diceva. Angelica dopo d’aver ripetuto le sue idee, decise, per dimostrarle che aveva ragione di invitarla alla cena di commiato per la partenza dei membri maschili della famiglia, Aurora aveva accettato volentieri, per non passare l’ennesima sera da sola. Aurora una volta giunta alla nave e salita a bordo aveva seguito lo sguardo dei marinai, e rimase affascinata dalla gara che vi stava svolgendo. Esaminò i due avversari, e nell’osservare il giovane che si arrampicava, provò un lungo brivido; quando l’avversario del giovane cadde, urlò spaventata, ma subito dopo provò ammirazione per l’audacia del giovane che si era tuffato per salvare l’uomo, quando il giovane riemerso trascinandosi dietro l’uomo caduto in mare lei e Angelica lo raggiunsero, in quel momento lo riconobbe, Hagor, il fratello minore d’Angelica. Aurora provò delle emozioni mai provate, senti il cuore sobbalzare e un lungo brivido le trapassò l’anima, e la riempì di calore, non sapeva che cosa era né perché provasse quella sensazione, ma ne assaporò ogni istante, e quando Hagor le passò accanto per tornare a bordo avrebbe voluto seguirlo, non ne capiva il motivo, ma lo avrebbe fatto molto volentieri.
Hagor aveva lanciato uno sguardo veloce nella direzione d’Aurora, e in lui in quell’istante si risvegliarono sensazioni, che credeva non gli appartenessero più, dopo la morte d’Astra. Ora invece, mentre era sotto la doccia, pensava alla ragazza in compagnia della sorella, si sentiva felice e colpevole allo stesso tempo, l’amore per Astra era ancora ben presente in lui, ma il suo corpo sembrava volerlo ignorare, ogni fibra del suo corpo desiderava poter toccare il corpo di quella ragazza; fu in quel preciso momento che comprese d’essere ancora vivo, e che era veramente pronto per incontrare forse di nuovo l’amore. Hagor quando raggiunse gli altri si sentiva più sereno, porse il braccio ad Aurora e cominciò a chiacchierare con lei. Vedendo che la ragazza non si tirava indietro, cominciò a corteggiarla, naturalmente non trascuro i suoi famigliari, e poiché il locale scelto d’Angelica aveva una pista da ballo, invitò a ballare tutte le donne presenti al tavolo, ma tenne per ultima Aurora. Quando arrivarono al centro della pista da ballo Hagor, afferrò Aurora per la vita e la fece aderire al suo corpo, Aurora gli ristrinse contro facendo aderire la sua guancia contro quella di lui; Hagor posò le sue labbra contro il suo orecchio, le socchiuse e il suo respiro caldo le sfiorò l’orecchio. Aurora provò un lungo brivido: il fremito continuò anche quando le labbra di Hagor, quasi sfiorarono le sue, desiderò che la baciasse, ma il bacio da lei desiderato non venne, la musica cambiò e Hagor con voce rauca le disse.
"Andiamocene?". Lei annui, tornati al tavolo e recuperato lo scialle e la borsa, s’inventarono una scusa, affermando che Aurora non si sentiva bene, Hagor disse agli altri che l’avrebbe accompagnata, e che si sarebbero rivisti l’indomani sulla nave. Usciti dal locale Hagor fermo una carrozza e una volta che furono l’uno accanto all’altra, sussurro: "Sì?", lei gli rispose con un altro sì, non cerano bisogno d’altre parole. Hagor la attirò verso di lui e fece aderire le sue labbra a quelle d’Aurora, il bacio fu così voluttuoso che non si accorsero d’essersi fermati finché il conducente non bussò allo sportello della carrozza, scesero in fretta ed entrarono in casa Aurora fra un bacio e l’atro portò Hagor verso la sua camera, una volta entrati e richiusa la porta, Aurora perse, la nozione del tempo e della realtà. Aurora in quel momento stava conoscendo il delirio dei sensi, e le emozioni di cui la madre negava l’esistenza; quando il delirio finì e la realtà riprese il suo equilibrio, respirava con affanno, mentre la sua mente aveva un unico pensiero: ciò che aveva appena vissuto era incredibile, ripensò alle parole d’Angelica e comprese che la giovane amica aveva regione. Hagor in quel momento era combattuto tra sentirsi colpevole d’aver tradito Astra e la gioia di sentirsi di nuovo vivo. Astra era stata, il suo primo amore, e quando lei era morta, aveva pensato che non avrebbe mai desiderato un’altra donna, perché quella parte era morta con lei, ma ora si accorgeva che era solo rimasta assopita, pronta a risvegliarsi con una forza irresistibile. Inoltre si accorse che pensare ad’Astra non era più doloroso, comprese che il dolore era stato sostituito da una dolce malinconia, causata dai ricordi, la rabbia, però era ancora lì, ben rinchiusa nella sua mente e nel cuore. I pensieri di Hagor furono interrotti da un movimento d’Aurora, la osservò un istante, era così diversa d’Astra, i capelli erano castani chiari, gli occhi grigio perla, e il viso leggermente appuntito; Aurora si girò verso di lui e sorrise, lui ricambiò il sorriso e infine le chiese.
"Va tutto bene Aurora?".
"Sì, e tu stai bene?".
"Sì, va tutto bene".
"Hagor, chissà cosa pensi ora di me?", domandò con un sussurro lei.
"Non penso nulla".
"Davvero?", lui annuì, "Ne sono contenta, sai è la prima volta che mi comporto in questo modo, voglio dire", ma non finì la frase.
"Aurora, non giustificarti, non con me al meno", le disse lui.
"Chissà a quante donne lo hai già detto, oltre a me?".
"Ti sbagli, tu sei la prima cui lo dico". Hagor fece una pausa poi aggiunse: "Dopo la morte della mia ragazza, tu sei la prima donna che", ma non finì la frase.
Aurora comprese di dover cambiare discorso, parlarono ancora un po’ poi il desiderio li prese di nuovo e si unirono. La luce del sole entrò dalla finestra illuminando la stanza, l’aria profumava di nuovo, e Aurora assaporò quel profumo, sentendosi felice. Anche se pensava che la notte appena trascorsa era stata solo un sogno, ma il corpo cui era abbracciata emanava un calore e un profumo da inebriarla, come aveva fatto per tutta la notte, aprì gli occhi, il suo sguardo percorse il corpo dell’uomo che le stava accanto procurandole un lungo brivido che la scosse tutta. Si alzò per chiudere le tende, pensando a quanto era felice, ma proprio nel momento in cui stava per chiudere, ricordò che il suo compagno avrebbe dovuto prendere il mare quella mattina, e che con molta probabilità avrebbe dovuto essere sulla nave, lo chiamò mentre tornava verso il letto; Hagor non gli rispose, lei torno a chiamarlo e a scuoterlo dicendogli:
"Hagor, tesoro, svegliati è tardi", Aurora rimase un attimo, sorpresa, lo aveva chiamato tesoro, l’era venuto naturale, sentì il cuore batterle forte, era dunque questo l’amore? Un’emozione così forte da lasciare senza respiro? Guardò ancora un istante Hagor felice e allo stesso tempo triste, perché lo aveva avuto e perso nello stesso istante, sospirò chiamandolo ancora, "Dai Hagor devi svegliarti, su è tardi".
Hagor prese il cuscino e lo mise in testa dicendole:
"Lasciami dormire ancora un po’, non me lo merito forse?".
Aurora s’indignò e rimproverandolo gli disse.
"Mascalzone alzati immediatamente, e smettila di fare il bambino, altrimenti vedi che cosa ti faccio".
Hagor la afferrò e facendola roteare su se stessa le disse.
"Sentiamo cosa vorresti farmi? Baciarmi forse?".
Hagor non le diede modo di rispondere perché si chinò su di lei e la baciò; quando il bacio finì lei, sussurro:
"Oh Hagor vorrei che tu rimanga ancora con me, ma devi andare".
"Hai ragione, è tardi, ma non volevo andarmene prima d’averti ringraziato".
"Perché mi ringrazi? Io non capisco".
"Per avermi ricordato di essere ancora vivo", terminò Hagor baciandola di nuovo.
Aurora ora era sola, piangeva silenziosamente, com’era stato crudele il destino, le aveva concesso d’incontrare l’amore, ma allo stesso tempo glielo aveva portato via: nel momento stesso che Hagor le aveva detto grazie, lei aveva capito che lui non l’avrebbe mai amata come lei lo amava. Lasciò che le lacrime si esaurissero poi si alzò per andare da lui a dargli l’ultimo saluto.
Aurora aveva ragione, era veramente tardi, pensò Hagor mentre la carrozza si fermava davanti alla passerella della sua nave, tra poco il nonno e gli altri sarebbero arrivati e lui era ancora in abito da sera. Scambiò qualche parola con uno dei marinai poi si diresse verso la sua cabina, in quel momento la figura massiccia di Dev Norton gli si parò davanti; Hagor si era dimenticato di lui, ma fu pronto a chiedergli:
"Come sta signor Norton?".
"Bene signore, grazie a lei".
"Mi fa piacere".
"Comandante volevo informarla che gli armamenti sono in piena efficienza".
"La ringrazio, devo dedurre che lei parte con noi signor Norton?".
"Sì, sempre che lei sia d’accordo, signore?".
"Non vedo alcun motivo per non esserlo, signor Norton".
"Allora siamo d’accordo, e comandante mi chiami semplicemente Dev, la prego".
"Siamo d’accordo Dev".
Hagor strinse la mano all’uomo, ebbe appena il tempo di cambiarsi d’abito e di bere una tazza di caffè, che gli fu annunciato l’arrivo dei passeggeri. Con Karnak, Wiliam e Axsterio, naturalmente c’erano anche il resto della famiglia, e gli amici. Maria appena lo vide fece di tutto per farsi prendere in braccio, Hagor non si fece di certo pregare, poi si mise a parlare con sua madre, la loro conversazione durò parecchio; Hagor voleva risolvere il problema di Gorion e di Sandor, causato da Virgia, non che il problema che la donna causava a sua sorella Angelica. Miriam rimase sorpresa dalle rivelazioni di Hagor, ma sapeva che il figlio non le stava raccontando delle bugie, e alla fine gli promise che avrebbe chiarito tutto con Virgia. Hagor fu soddisfatto e lasciò la madre in compagnia del padre, salutò Sandor e Gorion, senza però accennare il fatto d’aver parlato di loro con la madre, salutò la sorella e in fine salutò Aurora, stava ancora parlando con lei quando suo nonno avvicinatosi, gli disse.
"Hagor, non ti sembra ora di salpare?".
"Sì nonno, hai ragione".
Hagor invitò i visitatori a scendere, Maria fece qualche capriccio perché non voleva lasciarlo, ma alla fine Hagor con l’aiuto di Sandor riuscì a convincerla ad andare con Mirian. Una volta scesi tutti, la voce di Hagor cambiò tono diventando autoritaria nell’ordinare d’accendere i motori e di mandarli indietro tutta, lentamente la nave presa, il largo puntando verso sud.
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